Locatelli ci ha preso gusto: il Toro gioca alla pari ma si arrende alla Juve nel finale

Il centrocampista, servito da Chiesa e in gol anche con la Samp, segna il gol-partita all’86’ e decide una partita non bella ma molto intensa

Dal nostro inviato Mario Pagliara

2 ottobre – TORINO

E’ stato un bel derby, avvincente, in equilibrio fino al novantesimo, giocato a viso aperto e alla pari dal Torino e dalla Juventus. Lo vince la squadra di Allegri grazie a un colpo da biliardo nel finale di un campione d’Europa come Manuel Locatelli. Primo tempo di stampo europeo da parte del Toro, ripresa di nobiltà tutta juventina. Alla fine, la differenza l’ha fatta la capacità dei bianconeri di trovare lo spunto vincente, mancato alla squadra di Juric nella prima parte della gara. La Juventus così supera l’esame della stracittadina e continua la rimonta in classifica, per i granata è la prima sconfitta dopo quattro risultati utili di fila: i granata escono a testa alta, tra gli applausi del proprio pubblico.

TORO DI QUALITA’

—  

Così bello, a metà partita, chissà se anche Ivan Juric lo avrebbe mai immaginato. Perché quando arriva il momento di tornare negli spogliatoi, all’intervallo, l’impressione netta che si ricava è quella di aver visto il miglior primo tempo del Toro di questa stagione, anche e soprattutto in relazione al valore dell’avversario. Nelle gambe del Toro ci sono il furore, il ritmo e l’aggressività a cui ormai i tifosi si sono abituati in questo inizio di campionato, ma c’è anche tanto altro: l’organizzazione, la capacità di uscire in maniera fluida sugli esterni e la disinvoltura con la quale Brekalo prova ad innescare spesso la scintilla in zona offensiva. La Juventus di Allegri imposta una prima parte del match soprattutto di attesa, è costretta da questo Toro a giocare nei primi quaranta minuti stabilmente nella proprietà metà campo. E nella fase centrale del primo tempo anche, per una decina di minuti abbondanti, arroccata nella propria area.

3-5-2 GRANATA VS 4-4-2 BIANCONERO

—  

La sorpresa da derby, a cui Juric stava lavorando in questi giorni, si materializza quando si presentano le formazioni ufficiali: la novità è il ritorno di Mandragora nell’undici insieme a Pobega e Lukic a centrocampo, con Linetty scivolato in panchina. E’ un 3-5-2 leggermente atipico, perché Lukic fa tanto lavoro da pendolo e si alza spesso, ma gioca su una linea differente rispetto a Brekalo che è più a ridosso di Sanabria. Allegri presenta una Juventus con difesa e centrocampo a quattro, in linea con la vittoria di Champions contro il Chelsea. Davanti la coppia Chiesa (che parte più largo) e Kean che duella contro un gigantesco Bremer.

CHIAVI A JURIC

—  

All’intervallo, le chiavi del derby ce le ha Ivan Juric. I granata si prendono il campo, conquistano gradualmente tutta la metà campo di Allegri sembrano avere a tratti un passo superiore. La Juve, in avvio, approfitta di due errori (di Sanabria e Zima) per scappare in contropiede (al 3’ e al 5’) ma Kean e McKennie (soprattutto quest’ultimo, che spreca una palla tutt’altro che impossibile) sono imprecisi nelle conclusioni. Sono due episodi, perché il Toro riparte in fretta e comincia ad esprimere un calcio a tutto campo con una bella e continua propensione offensiva. Mandragora fa le prove generali dalla distanza (9’) senza prendere la porta, un minuto dopo Singo sfonda contro Sandro ma il suo incrocio potente non ha fortuna. Minuto 22: Lukic la sfiora quanto basta per beffare la difesa juventina, ma per pochi centimetri non fa esplodere l’Olimpico. Da qui inizia il momento migliore del Toro: assolo di Brekalo, tiro in curva (36’). Due minuti dopo siluro di Mandragora, Szczesny si salva coi pugni. Al 41’ al colpo di testa di Sanabria manca la precisione per piazzare il sorpasso. Zero a zero all’intervallo: è un bel derby.

SUPER MILINKOVIC

—  

Ad inizio ripresa Allegri fiuta che è il momento di cambiare qualcosa: richiama dalla panchina Cuadrado, inserendolo al posto di Kean. Non modifica il modulo, ma il tecnico bianconero avanza Bernardeschi davanti in coppia con Chiesa. La Juve cambia marcia e nel primo quarto d’ora della ripresa costruisce le sue migliori occasioni: dopo otto minuti serve un istinto superlativo di Milnkovic-Savic per strozzare in gola l’urlo di Alex Sandro, pericolosissimo con un colpo di testa. Cinque minuti dopo il portiere granata vola per stoppare una conclusione dalla distanza di Cuadrado. L’episodio che fa infuriare la panchina juventina arriva al 14’: contatto in area granata tra Pobega e Cuadrado, ma Valeri indica subito che per lui il calcio di rigore non c’è. E’ una ripresa di orgoglio e nobiltà da parte della Juve, che rende il derby ancora più avvincente. Il Toro ha il merito di tenere botta e, anche quando la partita sale di tono a livello agonistico, non si tira indietro e risponde colpo su colpo. Le mosse di Juric arrivano al 20’: dentro Ansaldi per Aina e Linetty per Lukic. L’innesto del polacco fa tornare il Toro a un 3-4-2-1 puro.

RIPRESA BIANCONERA

—  

La Juve attraversa la sua fase migliore, è ormai stabilmente fuori dalla sua tana e riesce a costruire varchi sulle fasce per arrivare al tiro centralmente. Come si verifica al 26’, quando l’occasione cade nei piedi di Locatelli ma la sua staffilata dal limite dell’area vola alta sulla traversa. Alla mezzora Baselli (entrato al posto di Sanabria) porta forze fresche sulla trequarti di un Toro che ricerca nuove energie, dopo aver speso tantissimo nella prima parte della gara. A dieci dalla fine Allegri si gioca la carta Kulusevski (fuori Bernardeschi), è la mossa con la quale Max vuole capitalizzare nel finale l’ottimo secondo tempo giocato dai bianconeri.

IL COLPO DI LOCATELLI

—  

Trenta secondi dopo la Juve avrebbe pure il match ball, grazie a un’incursione di Rabiot ma un recupero provvidenziale di Ansaldi evita la beffa per il Toro. Juric fiuta che è il momento di blindare i suoi, così tira fuori dalla mischia il talento di uno stanco Brekalo lasciando la scena alla grinta di Rincon. Ma il Toro non ne ha più nelle gambe e a tre minuti dal novantesimo Locatelli trova il colpo da biliardo sul quale Milinkovic proprio non ci può arrivare. Nel primo minuto di recupero, la Juventus scappa via con Kulusevski che colpisce il palo. Sarebbe stato troppo per questo Toro.

Precedente Roma, nuovo “sgarbo” alla Lega: contro l’Empoli torna l’inno che vuole Mou Successivo Juric: "Peccato, ottimo primo tempo: avremmo potuto far male alla Juve"

Lascia un commento