Lewa-Gignac, sfida tra bomber “gemelli” che vale un Mondiale

Nella finale di Doha (giovedì 11, ore 19), i due uomini simbolo di Bayern e Tigres, sono molto più che semplici goleador. Dai primati in campo all’etichetta di Paperoni, i due viaggiano (quasi) a braccetto. E il francese ha un vecchio conto in sospeso…

Due uomini e una finale. Ovvero Lewandowski contro Gignac, in palio il Mondiale per Club: in campo domani alle ore 19 italiane con diretta sul Canale 20 di Mediaset.

Al netto dei pronostici, sulla carta quasi scontati, quella di Doha tra Bayern Monaco e Tigres è soprattutto una sfida nella sfida tra i due bomber. Due che, oltre a buttarla dentro con discreta regolarità, sono da tempo i leader e i simboli dei rispettivi club. Due che, seppur non più di primo pelo, mandano ancora a scuola tanti colleghi rampanti. Due che, prima di diventare idoli della tifoseria, hanno preso in mano il proprio destino compiendo scelte coraggiose. Due che, alla fine della fiera, vivono con il gol nel sangue e da cui dipenderà (in gran parte) l’esito della sfida di Doha, a prescindere dall’enorme divario tra tedeschi e messicani.

bomber dominanti

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Ferma restando la sfilza di stelle nello spogliatoio bavarese, la più splendente è il bomber polacco, senza ombra di dubbio (almeno) uno dei primi tre centravanti al mondo, reduce da un’annata in cui ha vestito i panni del cannibale facendo incetta di premi e riconoscimenti. Capocannoniere della Bundesliga negli ultimi tre anni e goleador della Champions vinta trionfalmente la scorsa estate, probabilmente si sarebbe portato a casa anche il Pallone d’Oro con buona pace dei vari Messi e Ronaldo se solo non ci fosse stata di mezzo la pandemia. Si è dovuto accontentare del Fifa Best Player e del Globe Soccer Awards dopo aver firmato la bellezza di 55 reti. Quest’anno viaggia a quota 23 gol in 27 partite e, manco a farlo apposta, ha fatto da “passpartout” per la finale di Doha grazie alla doppietta che ha liquidato l’Al Ahly. Lo stesso vale per Gignac, che ha invece trascinato il Tigres nei quarti e in semifinale liquidando i campioni asiatici dell’Ulsan e il Palmeiras fresco campione sudamericano. Come per Lewa, anche per Gignac si è trattato dell’ennesima impresa dopo una stagione da incorniciare con il trionfo in Concachampions e la palma di miglior goleador.

uomini simbolo

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Non certo una novità per il francese, che ha abituato piuttosto bene la tifoseria “felina” negli ultimi sei anni. Da quando è sbarcato a Monterrey, Gignac ha contribuito a mettere in bacheca ben 8 trofei, dimostrando di saper dare il meglio anche nelle sfide più delicate e decisive. Unico neo, la finale di Libertadores persa contro il River Plate nel 2015, poco dopo il suo arrivo in Messico. Il gol decisivo nell’ultima finale di Concachampions contro Los Angeles, invece, è stata la ciliegina sulla torta (almeno finora) di un’avventura che ad oggi ha prodotto 146 gol sui 289 messi a segno in carriera. In sei anni esatti, Gignac è diventato il bomber più prolifico nella storia del Tigres, che grazie a lui è arrivato là dove nessun club messicano era mai giunto in 21 edizioni del Mondiale per Club. Quanto a Lewa, basta un’occhiata al curriculum per capire perché in Baviera sia considerato un monumento: 17 trofei che rispecchiano un dominio pressoché totale in Germania negli ultimi sei anni, durante i quali il Bayern ha lasciato solo qualche misera briciola ai rivali. Nella classifica dei più grandi bomber del Bayern, il polacco è dietro solo al mito Gerd Muller (275 reti contro 578), ma è al primo posto assoluto per media gol rispetto ai minuti giocati con un centro ogni 97’ (contro i 100’ di Muller).

paperoni dal… conto in sospeso

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Gignac e Lewandoski condividono altro oltre ai gol e al peso specifico nei rispettivi spogliatoi. Entrambi anni fa ebbero la possibilità di prendere in mano il proprio destino e scegliere dove andare: il francese, all’epoca al Marsiglia, andò in scadenza e rifiutò le avance di diversi club europei quando si trovava probabilmente all’apice della carriera, scegliendo a sorpresa il Messico dopo essere rimasto incantato dalle spiagge di Cancun (salvo scoprire dopo la firma che Monterrey si trova a due ore e mezza di aereo da quelle spiagge). Lewandowski fece altrettanto lasciando il Borussia Dortmund per il Bayern, con buona pace dei tifosi gialloneri che lo bollarono come un traditore. In ogni caso, due scelte felici per entrambi, al punto da meritarsi i più alti stipendi dei rispettivi campionati: oggi infatti Gignac è il giocatore più pagato in Messico (4,6 milioni di dollari a stagione), mentre Lewa è il Re Mida della Bundesliga con un ingaggio da 16 milioni di euro. A Doha si troveranno uno contro l’altro, ma non sarà la prima volta. Tra i due esiste infatti un precedente risalente a otto anni fa: Champions League, 11 dicembre 2013, il Marsiglia di Gignac sfida il Borussia di Lewandoswki, che espugna il Vélodrome per 2-1 anche grazie a un gol lampo del polacco. Adesso il francese può prendersi la rivincita, ma ci vorrà l’impresa della vita.

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