Falcao: “Juve-Roma derby nazionale”

Oggi è diventato ancora più difficile, ma quella rivalità non si sente più come ai vostri tempi

«Manca la competitività non la passione. La Juve e? sempre stata davanti di troppi punti in questi anni mentre negli anni ’80 si sentiva la tensione. Le altre squadre sono rimaste un po’ indietro, compreso la Roma che però ora mi pare sia sopra i bianconeri. Quindi magari è la volta buona».

C’e? un giocatore della Juve di quegli anni che avrebbe voluto nella sua Roma?

«Senza dubbio Marco Tardelli. Oggi tutti parlano di box to box come se fosse un qualcosa di moderno, ma non è vero niente. Tardelli ti arrivava davanti con molta facilità pur partendo da dietro. Come facevano pure Mattha?us e Cerezo. Marco era un giocatore di grande rendimento. Ce ne erano tanti forti, ma se ne devo scegliere uno mi prendo lui».

Il Quaranta torna spesso. Lo sa che il 22 febbraio di 40 anni fa segnava il suo primo gol romanista in Serie A?

«Certo, contro il Bologna su cross di Scarnecchia. Venivo da un po’ di critiche, ma era giusto così. I media devono criticare quando le cose non vanno altrimenti che ci stanno a fare?».

Quando è sbarcato in Italia cosa ha provato?

«Mi sono detto: ma sono in Italia o mi hanno riportato in Brasile? Perché all’aeroporto c’erano tantissime persone, un’atmosfera incredibile. Nella mia testa c’era il pensiero: vado in Europa e trovo giusto qualche giornalista. Mica sarà caldo come in Brasile. Mi sbagliavo, era proprio un altro Brasile. Ma non era per Falcao».

E per chi?

«Per una speranza, all’epoca nessuno mi conosceva in Italia. Mica è come adesso che possiamo vedere pure il calcio cinese in televisione. Era la speranza di poter vedere qualcosa di nuovo, di sognare. Poteva essere Falcao o Pinco Pallino o Zico. Oggi appena prendono un giocatore sai tutto di lui».

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