Ecco chi è Ceide, l’erede di Boga, nuova arma del Sassuolo

Da Haiti alla Norvegia dopo il terremoto del 2010, l’esterno offensivo è l’erede di Boga. Cresciuto da campione: “Mangia, dormi e bevi bene. E allenati di più”

Salvatore Malfitano @malfitoto

12 gennaio – Milano

“Mangia bene, dormi bene, bevi bene. E allenati di più”. Qualche mese fa, Emil Ceide aveva risposto così a chi, sorpreso dalla sua ambizione, gli chiedeva come vivesse da calciatore professionista. È senz’altro anche questa predisposizione caratteriale ad aver convinto i dirigenti del Sassuolo a puntare su di lui, con una responsabilità importante. Le caratteristiche tecniche non lasciano dubbi: è l’erede di Jeremie Boga. Ceide è un esterno offensivo, destro naturale ma spesso schierato sul lato opposto; il modo di giocare cambia a seconda della fascia, per sua ammissione: “A destra sono più diretto, a sinistra devo fare più finte. E il mio sinistro non è buono come il destro”. Dotato di un’ottima progressione, è imprevedibile col pallone tra i piedi. Può prendere il fondo o rientrare e calciare anche da distanze considerevoli. Tutte qualità che rendevano imminente il trasferimento in uno dei maggiori campionati europei. Per questo il giocatore non aveva dato segnali di apertura a un rinnovo col Rosenborg, con il contratto che gli sarebbe scaduto alla fine del 2022. E così il Sassuolo se l’è assicurato ad un prezzo piuttosto basso, per circa 3 milioni di euro. In passato erano arrivate alcune proposte dalla Turchia, in particolare dal Galatasaray.

Origini

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Emil Ceide nasce il 3 settembre 2001 a Finnsnes, una cittadina tra le più a nord della Norvegia con poche migliaia di abitanti. Ma i suoi genitori si conoscono a quasi 8 mila chilometri di distanza, ad Haiti. Suo padre Luc è un ex dirigente dell’esercito locale, sua madre Ingvill è responsabile di “Prosject Haiti”, un’organizzazione che promuove l’inserimento nel mondo del lavoro e l’istruzione. Il suo modello di riferimento è Kylian Mbappé, ma è un grande tifoso del Liverpool e del compianto Kobe Bryant. Durante l’infanzia viaggia spesso fra i due Paesi, infatti i primi calci li tira proprio ad Haiti. E si trovava lì nel 2010, quando ci fu il terremoto che provocò oltre 200 mila morti e tanta distruzione. Si è quindi stabilito in Norvegia, dove insieme al suo gemello Mikkel (che fa il difensore centrale) ha cominciato una carriera nel calcio. Fin da subito con un approccio molto professionale: “Dalla prima media io e mio fratello avevamo capito che se volevamo essere i migliori, dovevamo comportarci in un certo modo. Quindi non potevamo mangiare caramelle o bere bibite, perché non fa bene al corpo e a lungo andare non ne vale la pena”. Una scelta che ha pagato, perché nel 2017 vengono acquistati entrambi dal Rosenborg. L’ultima stagione, da 5 gol e 3 assist in 24 presenze, gli è valsa la chiamata del Sassuolo e ben presto, di questo passo, arriverà anche quella della nazionale maggiore.

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