Napoli, assalto alla finale di Coppa Italia in emergenza

NAPOLI – Non si è mai troppi per portarsi addosso un sogno, che si chiami Coppa Italia, che diventi Europa League, che racchiuda in sé un quarto posto pieno di milioni di euro: e mentre intorno s’avverte, nitidamente, la sensazione d’essere finiti dentro una “storiaccia” dalla quale in qualche modo bisogna uscirne, il sospetto d’essere “impotenti”, perché di là c’è il destino, s’è preso il Napoli e l’ha reso livido nell’anima. Quando s’avvicina questa sequenza “terrificante” d’appelli disperati, e nell’ombra si scorgono l’Atalanta e la Juventus, forse il peggio che possa capitarti, d’una squadra imponente, ricca in ogni ruolo, persino esagerata, sparisce pure Kostas Manolas e lascia che alle sue spalle si apra un buco proprio in mezzo alla difesa.

Politano non basta al Napoli: Pandev e due legni fermano Gattuso

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Congiunzioni astrali

È così che va, a volte, e Gattuso può sforzarsi nel sistemare un sorriso un po’ posticcio per tentare di lasciarsi scivolare la rabbia che cova sotto la barba, oppure rassegnarsi a sfidare pure il destino che pare voglia decidere per lui, aggiungendoci qualcosa di suo agli scarabocchi di Marassi e a quest’incedere pericoloso sintetizzato dalle sette sconfitte in campionato che stanno aprendo un solco tra il Napoli e il Ghota. Manolas se ne starà a casa, niente semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta, e semmai per ingannare il tempo potrà scambiarsi qualche whatsapp con Koulibaly, il socio fermato dal Covid e inchiodato in isolamento. […]

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