Juve, la difesa è una fortezza: e Pirlo ora sembra Allegri

Con Chiellini e un equilibrio nuovo, 6 gare di fila senza gol subiti. De Ligt e Demiral i favoriti per domani

Andrea Pirlo a breve potrebbe mettersi a dissertare di cavalli e allora sì, un po’ ci sarà da preoccuparsi. Fino a quel momento, i tifosi juventini continueranno a notare i segnali di “allegrizzazione” e li accetteranno, sapendo che con Max Allegri, al netto delle discussioni sui gusti, la Juve in Italia ha sempre vinto. La scorsa settimana ha lasciato chiari indizi sul terreno. La Juve martedì ha battuto l’Inter e Pirlo ha citato Allegri due volte: prima è passato alla difesa a tre al 90’, mandando in campo Chiellini come Max faceva con Barzagli, poi ha fatto i “complimenti ai ragazzi”, puro copyright Allegri. Fine del folklore, qui c’è molto altro.

La parola chiave

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Pirlo come Allegri ha dimostrato di sapersi correggere. Aggiustamenti, direbbero in Nba. Ha perso con Inter e Barcellona? Quando le ha riviste, le ha battute. All’andata ha faticato contro la Roma? Al ritorno si è abbassato, cambiando stile di gioco, senza paura di allontanarsi dalle prove degli ultimi mesi. L’impressione è che in tutto questo ci siano una parola e un uomo chiave. La parola chiave è equilibro, grande mantra allegriano e di questo mese di Juventus. La Juve vista a San Siro in campionato è stata la meno equilibrata della stagione: tempi di pressione sbagliati, giocatori sempre in ritardo, squadra sbilanciata. La Juve delle ultime uscite è infinitamente più solida, non subisce gol da sei partite, raramente va oltre un “expected goal” a gara. L’uomo chiave invece è Giorgio Chiellini. Chiellini è il più allegriano dei difensori della Juve ed è naturale: hanno una lingua in comune fuori dal campo – il livornese… – e anche in campo. Chiellini ha lo stesso gusto della concretezza, è il leader che sulle barricate urla ai compagni che cosa devono fare. Non è un caso se durante la sua assenza – sostanzialmente continuativa da agosto 2019 a gennaio 2021 – la Juve ha avuto singole grandi serate da Bonucci e De Ligt ma non ha mai chiuso la porta di Szczesny per una serie di sei partite.

Doppia doppia

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La difesa, questo è il grande tema dell’attualità juventina. Pirlo ha creato, più o meno volontariamente, una doppia coppia. Bonucci e Chiellini hanno giocato contro la Roma ed è probabile che, al netto del problema fisico di Bonucci, si rivedranno sabato a Napoli. Sono il simbolo della tradizione juventina, vogliono il decimo scudetto e forse, nel segreto dello spogliatoio, pensano di avere un conto aperto con il Napoli dal 4 ottobre. Domani allo Stadium contro l’Inter dovrebbero rivedersi De Ligt e Demiral, magari in 3D con Danilo. Matthijs e Merih sono entrati nel finale contro la Roma e probabilmente saranno chiamati alla sfida della Lu-La. Più difficile di così, in Italia, nulla.

È molto semplice

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De Ligt e Demiral hanno giocato insieme quattro volte dal primo minuto: contro il Cagliari in A, con Spal e Inter in Coppa Italia, contro la Dinamo Kiev in Champions. Gol subiti dalla Juve in quelle partite: uno solo, segnato da Lautaro Martinez la scorsa settimana a San Siro. La prima risposta significativa arriverà contro il Porto: Pirlo sceglierà una coppia tra Bonucci, Chiellini e De Ligt? Oppure proverà il tris, passando a una classica linea a tre con i suoi tre campioni? Non l’ha mai provata, però a tre giocatori così non servirebbe molto per trovare un equilibrio. In fondo il calcio, direbbe qualcuno, è molto semplice.

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