Juve, che crollo a Londra! Il Chelsea cala il poker e passa avanti

Chalobah porta avanti i Blues, nella ripresa James, Hudson-Odoi e Werner infieriscono: bianconeri spuntati, la prima sconfitta in Champions fa rumore

A Stamford Bridge finisce 4-0 per il Chelsea: Chalobah, James, Hudson-Odoi e Werner condannano la Juve alla prima e pesantissima sconfitta della stagione in Europa. La squadra di Tuchel aggancia i bianconeri a quota 12 e li sorpassa in vetta al gruppo H, grazie a una miglior differenza reti nello scontro diretto. La classifica finale verrà comunque decisa dall’ultimo match della fase a gironi, con la Juve che affronterà il Malmoe e il Chelsea lo Zenit.

la partita

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Fuori Kovacic e Havertz, Lukaku rientra dopo un mese ma solo in panca, Jorginho, incerto fino all’ultimo, parte invece fra i titolari. Al suo fianco Kanté, illustre assente all’andata. Sul fronte bianconero, infortunati Bernardeschi, Danilo, Chiellini e De Sciglio, Dybala c’è ma parte fra le seconde linee. In mezzo, accanto a Locatelli c’è Bentancur, con McKennie a destra e Rabiot a sinistra. Il Chelsea dà subito una sferzata alla gara, con Hudson-Odoi e Chilwell che mancano la deviazione vincente davanti a Szczesny. È il segnale: la Juve alza il livello di attenzione e si ispessisce nella sua trequarti, compattando le linee. In area inglese ci arriverà palla al piede dopo 10 minuti, senza peraltro concludere, ma in ogni caso alleviando la massiccia pressione del Chelsea. Un paio di ripartenze, sempre sulla destra sull’asse Cuadrado-McKennie, mantengono viva l’attenzione degli inglesi, che continuano comunque a fare la partita, pressando alti, cambiando spesso gioco e muovendo di continuo le pedine offensive ai margini dell’area bianconera.

episodi

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Una punizione di James chiama Szszesny al primo intervento al 24’ e ad una seconda respinta su un suo destro incrociato al 37’. La Juve, per lunghi tratti schiacciata dietro, soffre con dignità. Ma al 25’ capitola: su azione d’angolo il pallone sbatte sul braccio attaccato al corpo di Rudiger, in area, e arriva a Chalobah, che, tutto solo, scarica un destro ravvicinato imprendibile per il polacco e realizza il suo primo gol in Champions. A nulla valgono le proteste bianconere, il Chelsea è avanti 1-0. Dopo tre minuti un pallonetto di Morata su assist di Locatelli supera Mendy ma a un passo dalla linea di porta viene estirpato da un miracolo del 37enne Thiago Silva. La Juve batte il primo calcio d’angolo al 39’, Bonucci anticipa in extremis Hudson-Odoi ormai a tu per tu con Szczesny, Bentancur sbaglia mira nei minuti di recupero.

Uno-due micidiale

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Nessun cambio a inizio ripresa nella Juve (nel Chelsea Loftus-Cheek ha già sostituito Kanté), anche il copione della gara non offre novità, col Chelsea che spinge e la Juve che arretra, chiude e non riesce a ripartire e tanto meno a rendersi pericolosa. Fino all’uno-due micidiale messo a segno dalla squadra di Tuchel: al 55’ Alex Sandro lascia solo James in area, la cui conclusione stavolta non lascia scampo a Szczesny. Passano tre minuti e Hudson-Odoi fissa il risultato sul 3-0, su assist di Loftus-Cheek. Il sinistro trasformato in gol dall’attaccante è il quarto tocco inglese in area bianconera: un fraseggio stretto e letale sul quale la difesa non è riuscita a intervenire. Allegri gioca la carta Dybala al posto di Bentancur, la Juve non smobilita e prova a riorganizzarsi, ma è oggettivamente difficile cercare di riequilibrare un match tanto sbilanciato: la differenza di livello in campo è evidente e la panchina bianconera in quest’occasione è assai corta. Arthur dà il cambio a Locatelli e Kean a Morata, ma il repertorio della Juve appare inadeguato davanti alla sicurezza e all’affidabilità con cui il Chelsea tiene il campo. Kulusevski rileva Chiesa, De Winter esordisce nella competizione al posto di Cuadrado, McKennie chiama Mendy a un intervento non banale, così come Szczesny dice di no a Ziyech. Poi ci pensa Werner a siglare il 4-0 al 95′. E così neppure la Champions è più la comfort zone bianconera della stagione.

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