Il Diavolo al ballo dei debuttanti: da Theo a Kessie, quante prime volte

Sette anni dopo l’ultima volta, il Milan riabbraccia la Champions League con 15 giocatori alla prima presenza assoluta nella competizione. Debutto ai gironi anche per Pioli

L’ultimo flash del Milan in Champions è un ragazzo in smoking bianco che punge l’Atletico. Veterano di notti europee, pallone d’Oro sette anni prima. Gli stessi trascorsi dall’ultima notte rossonera nella grande coppa, quando Kakà segnò un gol superfluo a Simeone. In uno stadio che oggi non esiste più (4-1 al Vicente Calderon). Oggi la banda Pioli si presenta in abito scuro, scarpe lucide, capelli a posto, perché per molti ragazzi la notte di Anfield equivale al gran debutto.

quanti debuttanti

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Così per 14 giocatori. Senza contare i 4 rimasti a casa, tra chi è fuori lista (Conti, Pellegri) e chi è out per problemi fisici (Krunic, Messias). Tra i pali ci sarà Maignan, 6 presenze in Champions nel 2019-20 con il Lilla. Dietro di lui Tatarusanu (12 presenze con la Steaua, l’ultima nel 2013) e Plizzari, al debutto assoluto. Capitolo difesa: se Theo ha già vinto la Champions 3 anni fa con il Real, Calabria toccherà quota “uno” proprio stasera. Rossonero da una vita, ricorda le lacrime di Istanbul (2005) e la gioia di Atene (2007). Nel 2013-14 era stato inserito nella lista B come giovane, ma ha visto la grande coppa solo da casa. Zero presenze anche per Romagnoli, Gabbia, Kalulu e Ballo-Touré. Quest’ultimo vanta 22 partite in Youth League, la “Champions dei giovani”. Ha perso la finale del 2016 contro il Chelsea di Tomori.

in prima fila

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Prima per tutti a centrocampo. Kessie, Bennacer e Tonali sfileranno sul Red Carpet di Anfield ascoltando You’ll Never Walk Alone. Neanche loro cammineranno da soli: un consiglio arriverà da Pioli, un incoraggiamento da Maldini. Uno che di Champions qualcosina sa. Debutto anche per Saelemaekers, l’equilibratore del mister, accolto con scetticismo ma diventato una colonna. Anche lui ha giocato la Youth League: nel 2017, ai tempi dell’Anderlecht, sfidò il Psg di Yacine Adli, futuro compagno in rossonero il prossimo anno. All’epoca faceva ancora il terzino destro (6 partite). Prima volta anche per Daniel Maldini e Ante Rebic, atteso dalla staffetta con Giroud come vice Ibra. L’ultimo della lista è Leao, altro protagonista della “mini Champions” delle giovani leve. Tra il 2016 e il 2018 ha giocato 11 partite in Youth League segnando 6 gol. Era la punta dello Sporting Lisbona, il faro di mister Fernandes. Il 18 ottobre 2017 rifilò una doppietta alla Juve. Il match finì 4-1 per i portoghesi e alcuni dirigenti bianconeri rimasero stregati dalle sue giocate. Domenica c’è Juve-Milan, ma è un’altra storia.

IL MISTER

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Pioli ha già ascoltato l’inno in tre lingue – nel 2015 ha guidato la Lazio ai preliminari persi contro il Bayer Leverkusen -, ma stavolta sarà la prima partita ai gironi. In passato ha visto l’Europa con Parma, Palermo, Inter e Milan (l’anno scorso si è fermato gli ottavi di Europa League). Sei anni fa si qualificò ai playoff dopo una partita da film vinta contro il Napoli. Vinse l’andata contro il Bayer grazie a un guizzo di Keita Balde, schierato punta centrale perché così diceva l’intuito, e infatti fu bravo a seguirlo. Il ritorno in Germania, però, fu una batosta da matita blu (3-0). È stata l’ultima volta in cui ha ascoltato l’inno. Sei anni dopo, rieccolo lì.

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