Gigio, Verdi, De Sciglio e le… meteore. Stroppa, ma quanti ne hai lanciati in rossonero?

Il tecnico del Crotone è stato calciatore e allenatore delle giovanili del Milan. Con la Primavera ha vinto la Coppa Italia nel 2010. Ecco che fine hanno fatto quei ragazzi

Francesco Pietrella

7 febbraio – Milano

Prima volta a San Siro contro il suo Milan, e che ricordi. Perché Stroppa è stato calciatore e allenatore delle giovanili. Nel 2010, da tecnico della Primavera, ha vinto la Coppa Italia di categoria dopo 25 anni dall’ultima volta. Due gol al Palermo e trionfo. C’erano Verdi, Zigoni, De Sciglio, Strasser. Promesse, talenti, meteore. Oggi allena il Crotone e sfiderà i rossoneri (ore 15), lotta per non retrocedere, ma che fine hanno fatto i ragazzi che allenava?

ALEXANDER MERKEL

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Poliglotta da sempre: Merkel parla inglese, russo, tedesco, kazako e italiano. C’è stato un tempo in cui non si poteva giocare a calcio senza il regista biondo platino. Pupillo di Stroppa in Primavera: “È un talento, gli è mancato il carattere”, dirà anni dopo. A 18 anni stupì San Siro in Coppa Italia segnando un gol al Bari. Bei guizzi e ottima tecnica. Stravedevano tutti. Una ventina di gare nel 2009/10, poi un pizzico di prima squadra. Galliani lo stimava così tanto che lo propose come titolare contro il Tottenham: “A centrocampo metterei lui…”. Allegri non era d’accordo. Oggi, a 28 anni, è finito in Arabia Saudita dopo aver girato l’Europa senza botti: Milan (13 partite), Genoa, Watford, Bochum. Giochicchiava nelle giovanili tedesche, poi ha scelto il Kazakistan in onore dei genitori.

RODNEY STRASSER

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Campione d’Italia con merito, perché nel titolo del 2011 c’è un 1% targato Strasser. Cagliari-Milan, 6 gennaio, il risultato non si sblocca e Allegri fa entrare “l’altro Gattuso”, quello che con Stroppa gioca sempre in Primavera e ci mette sempre il fisico, la voglia, il tackle. Assist di Cassano e gol a 5’ dalla fine. Il primo in Serie A nella calza rossonera. Favola Strasser, che però si è fermata lì. Dopo il Milan, infatti, ha girato diverse piazze senza mai trovare continuità, o la titolarità della primavera rossonera (56 gare in 3 anni). Nel 2018-19 ha giocato in D col Villafranca, l’anno scorso è finito in Finlandia ed è tornato in nazionale: 11 partite con la Sierra Leone. Oggi è senza squadra, ma se avesse una DeLorean tornerebbe a 10 anni fa.

ANTONIO DONNARUMMA

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Dopo più di dieci anni è ancora lì, terzo portiere della rosa rossonera. Donnarumma senior era il numero uno di Stroppa. Nel 2010 ha vinto la Coppa Italia contro il Palermo da titolare, poi ha difeso i pali del Piacenza in Serie B. Dopo il classico giro d’Italia – e un anno in Grecia all’Asteras Tripolis – è tornato al Milan nel 2017 per giocare insieme al fratellino Gigio (3 partite fin qui). Il grande sogno della famiglia Donnarumma realizzato.

MATTIA DE SCIGLIO

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Il primo a crederci fu proprio Stroppa, bravo a consegnarli la fascia destra a 17 anni: “È un grande talento, farà strada”. Aveva ragione, anche se ai tempi delle giovanili rossonere sembrava dovesse farne ancora di più: “Hanno pesato i paragoni con Maldini e Tassotti”. Scomodi, tutt’altro che attinenti, ma MDS vanta circa 150 partite in Serie A e sette trofei vinti (5 con la Juve, 2 con il Milan). In estate ha scelto il Lione. Quindici partite in Ligue 1 con l’ex Roma Rudi Garcia. Promessa mancata per alcuni, giocatore normale per altri. Talento per Stroppa. Sotto la sua gestione 41 partite, un gol e la Coppa Italia del 2010.

MICHELANGELO ALBERTAZZI

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Mala sorte a pioggia e problemi fisici. Dieci anni fa era il capitano di Stroppa, eletto a “nuovo Maldini” per via del ruolo e dell’eleganza, ora è svincolato e non gioca una partita da due anni (l’ultima con il Livorno in B nel 2018-19). Tempo fa accusò il Verona di avergli mentito riguardo un infortunio: “Mi hanno nascosto la gravità del problema”. Anche se all’inizio la sua vita era in discesa. “Miki” aveva preso la vecchia casa di Gattuso, Inzaghi era il suo vicino, si allenava coi grandi ed era stimato perfino da Leonardo. Lui, Michelangelo da Bologna, il ragazzo che a 15 anni rifiutò l’Arsenal. “Non ero pronto”. Stella mancata del Milan e forse dell’Italia, titolare dall’U17 all’U20. Coi rossoneri solo una partita nel 2015, ai quarti di Coppa contro la Lazio.

SIMONE VERDI

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Con Stroppa giocava ovunque: fantasista, mezzala, ala d’attacco, seconda punta. “Predestinato”, “talento”, “rifinitore”, uno di quei fantasisti che nelle giovanili facevano venire a piovere. “Sono stato fortunato ad allenarlo, con me era devastante”, ha detto Stroppa tre anni fa. In gol nella finale di Coppa Italia primavera del 2010. Diciassette reti in 2 anni, recordman a Bologna: in gol su punizione con entrambi i piedi. È l’acquisto più costoso della storia del Torino (25 milioni).

GIANMARCO ZIGONI

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Papà attaccante, prozio mediano, lui ha scelto di diventare nove. Un solo anno in Primavera – 2009/10 – quello della Coppa Italia e dell’esordio in Serie A contro la Lazio. Oggi c’è Simy, volendo Messias, dieci anni fa c’era Zigo..l. Nove reti in 21 partite prima del lungo giro di prestiti in giro per l’Italia. Oggi segna per il Mantova, lo chiamano il cobra e va per i trent’anni. Per Stroppa era la punta ideale: “Diventerà un grande giocatore”. Tra Venezia e Spal ha fatto vedere belle cose: con Semplici ha centrato due promozioni di fila dalla Lega Pro alla A. Ora si diverte in C insieme al figlio di Ganz, 8 gol nel 2010/11.

NNAMDI ODUAMADI

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Cinque minuti in nove anni. Oduamadi, nigeriano di Lagos, attaccante rapidissimo come la tradizione impone, arrivò al Milan a 18 anni ed è rimasto rossonero fino ai 28. Per lui una sola presenza col Catania nel 2011, 5’ al posto di Inzaghi. A Stroppa è sempre piaciuto, ad Allegri pure, tant’è che gli regalò l’esordio in A da ventunenne dopo averlo testato al Trofeo Berlusconi. Poi si è perso, prestato a sette squadre in altrettanti anni (perfino in Finlandia). Adesso è senza squadra da due stagioni. Nel 2018-19 ha giocato a Tirana, poi si sono perse le tracce. Il triste epilogo di una prolifica meteora da 20 gol in Primavera.

GLI ALTRI

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Tanti nomi: il primo è Dominic Adiyiah, l’ex Golden Boy del Mondiale U20 del 2009 finito a giocare in Thailandia. Galliani se ne innamorò vedendo qualche video: “Spero di aver preso il nuovo Messi”. Non proprio. In Primavera ha giocato poco, giusto un gol in due partite, nel mondo ovunque ma senza sfondare: Kazakistan, Ucraina, Serbia e Turchia. Per lui anche due gare col Ghana al Mondiale 2010. Altri? Giacomo Beretta, professione punta, gioca in B col Cittadella insieme al terzino Ghiringhelli, mentre Sampirisi e Fossati sono finiti a Monza. Sempre in orbita Galliani. Poi Schenetti all’Entella, Calvano alla Triestina, Simone Romagnoli all’Empoli, Paleari al Genoa come terzo portiere. C’era anche l’altro “Serginho” – all’anagrafe Sergio Ceregatti – esterno d’attacco dalla buona tecnica. Tempo due dribbling e lascia Milanello senza storie da raccontare: da quest’anno gioca nel Sertãozinho in B brasiliana.

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