Elisa Bartoli, il capitano della Roma tra pesi, pizza, birra e Spinazzola: “Un guerriero”

La capitana della Roma Elisa Bartoli ci racconta il suo durissimo allenamento, la dieta tra sacrifici e qualche concessione. Ed ecco cosa pensa di Spinazzola.

Chiara Zucchelli

6 luglio – Milano

Ha da poco compiuto 30 anni e gioca a calcio da quando ne aveva 9. Non si ferma mai, Elisa Bartoli, difensore della Nazionale e della Roma, di cui è anche capitano e con cui, da poco, ha appena alzato la Coppa Italia, primo trofeo al femminile della società giallorossa (Primavera esclusa). La incontriamo a Cerveteri dove ha inaugurato – insieme al campione paralimpico Andrea Pellegrini – “Liberamente”, una spiaggia gratuita, libera, accessibile a tutte le persone con disabilità. C’è una passerella per arrivare al mare, ci sono gli operatori che ti accompagnano a fare il bagno e c’è, soprattutto, tanta vita e tanta libertà. Ed Elisa, questo, lo ha capito bene, partecipando all’inaugurazione a titolo personale e gratuito nonostante fosse in vacanza: “Mia sorella abita qui, conosceva gli organizzatori, questo è un evento bello e importante, bisogna sostenere queste cose in prima persona”.

E lei, appena tornata dalle ferie, lo ha fatto.

“In realtà sarei ancora in vacanza perché riprenderemo il 15 luglio. Sono appena tornata da una settimana in Sardegna, qualche giorno ce l’ho ancora…”.

Vacanze speciali, le sue, dopo il primo trofeo con la Roma. Un’emozione doppia, visto che è anche tifosa.

“E’ vero: è stato un sogno e queste per me sono state vacanze uniche. Prima di ripartire e provare a raggiungere qualche altro obiettivo l’anno prossimo me le sono godute appieno”.

È vero che non si ferma mai tra Roma, Nazionale e allenamenti in solitaria?

“Prima, d’estate, giocavo a Terracina a beach soccer. Ti allena, è faticoso, facevo con loro 4 allenamenti a settimana. Mi concedo al massimo 10 giorni di stop totali, non di più”.

E ora che fa?

“Vado a correre, faccio una seduta di forza a settimana e mi tengo in forma ogni giorno”.

E con l’alimentazione?

“Carboidrati a pranzo, proteine e verdure a cena ma d’estate un gelato me lo concedo volentieri. Ho un fisico che mi aiuta. E anche un bicchiere di bianco mi concedo, mentre d’inverno preferisco il rosso, ma solo dopo le partite”.

Dopo le partite si concede anche il suo pasto libero.

“Pizza e birra o sushi”.

“Per forza, vivo sola, ho appena preso casa a Valle Muricana (zona Nord di Roma, ndr). I primi mi riescono bene, i secondi insomma”.

La sua settimana tipo durante l’anno?

“Ci alleniamo cinque giorni su sette, una volta facciamo doppia seduta e poi abbiamo la partita. Da sola faccio lavori preventivi per caviglie e ginocchia, una o due volte a settimana, più la parte alta”.

Davvero non si ferma mai da quando ha 9 anni. Lei ha iniziato con i maschi.

“Sì, dal cortile dei nonni sono passata alla Nuova Milvia e non mi sono mai trovata male con i ragazzi”.

I suoi idoli?

“Al maschile Cafu e Nesta, con preferenza per il Pendolino, lo amo da morire. Nel femminile dico Gioia Masia, l’ho conosciuta a 14 anni, mi ha fatto da mamma, ho seguito ogni giorno i suoi insegnamenti”.

In tema di terzini non possiamo non chiederle di Spinazzola.

“Leonardo è un guerriero. Gli faccio il mio in bocca al lupo, so quanto sia difficile lasciare il campo quando stai facendo qualcosa di grosso e lui stava facendo un grandissimo Europeo. Ma alla Roma lo aspettiamo tutti e gli faccio un in bocca al lupo enorme”.

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