Dimarco è un treno, Barak una sentenza: rimonta Verona, Parma sempre più giù

Emiliani avanti col rigore di Kucka dopo 8′, ma una conclusione (deviata da Grassi) dell’esterno, migliore in campo, e l’ex Udinese ribaltano la partita

Non smette di stupire il Verona di Ivan Juric, più che mai candidato alla Panchina d’oro. I veneti, privi di due giocatori fondamentali come Faraoni e Zaccagni, battono 2-1 in rimonta un Parma sempre più nei guai. Agli emiliani non è bastata una grande partenza, premiata dal gol su rigore di Kucka. Il Verona ha ristabilito subito la parità con una conclusione di un devastante Dimarco deviata in maniera decisiva da Grassi nella propria porta, poi nella ripresa ha deciso il colpo di testa di Barak su corner, indovinate un po’, di Dimarco.

LA PARTITA

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“Abbiamo perso un po’ del nostro Dna” aveva detto D’Aversa, richiamato per cercare l’impresa-salvezza dopo la negativa gestione Liverani, nel prepartita. E la squadra è parsa viva sul piano mentale, anche se poco incline alla reazione. La maggior tranquillità e qualità del Verona, una delle migliori squadre della serie A come organizzazione difensiva, sono emerse alla distanza: il Parma non ha più disturbato Silvestri se non con qualche mischia nel finale, mentre Sepe è stato più volte decisivo. Lasagna è stato prezioso per i compagni, Barak ha colpito per la quinta volta in campionato, raggiungendo l’altro trequartista Zaccagni come miglior marcatore della squadra. Bene anche Bessa, entrato subito in partita al posto dell’infortunato Colley. Il Parma ha anche confermato una preoccupante sterilità offensiva: solo generoso Cornelius, in fase calante Gervinho, acerbo Zirkzee. Vero che la salvezza dista solo quattro punti, ma quella di D’Aversa sembra tutto tranne che una squadra in salute.

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