Conte manda in gol tutti, ma vince solo con la LuLa. E contro la Juve…

L’Inter ha già 14 marcatori e con il ritorno di Lukaku accanto a Lautaro ha l’arma in più per provare il colpo in casa bianconera

Ritrovarsi. Nel giorno più importante per chi punta sempre ad alzare una coppa. E per la partita più sentita. C’è un solo modo per sperare di poter giocare la finale di Coppa Italia a maggio, ed è quello di segnare almeno due reti domani sera a Torino. Contro la miglior difesa del campionato, contro la squadra che da nove anni domina in Italia. Basterebbe – si fa per dire – ripetere risultato e prestazione dell’ultima sfida di campionato, con quel 2-0 che ha raccontato molto altro al di là del risultato stesso. L’Inter c’è, dopo anni passati ad inseguire adesso la creatura di Conte sa di potersi sedere allo stesso tavolo della Vecchia Signora. E ha dimostrato di poterle fare male, di poter essere superiore almeno nella partita secca. Il 17 gennaio furono le mezzali a colpire e abbattere la Juve. Stavolta Conte punta tutto sulla Lu-La, pronta a riunirsi dal primo minuto dopo tre partite. E non c’è arma migliore e più letale per credere nell’impresa. Lukaku e Lautaro sono la migliore coppia gol del nostro campionato, l’unica in Italia con entrambi i giocatori già in doppia cifra. Serve una notte magica, di quelle che entrano dritte nella storia. Una notte di Lu-La piena, insomma. Perché si è visto bene già nel match d’andata quanto sia fondamentale per l’Inter avere a disposizione i due centravanti per fare davvero paura.

gli insostituibili

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Troppo diverse tra loro le ultime due prestazioni contro la Juve. Troppo diverso il rendimento dell’Inter con o senza la Lu-La. E aggrapparsi a Lukaku e Lautaro non deve essere una vergogna, perché in fondo sono i numeri a segnare la differenza. Con Romelu e il Toro in campo, l’Inter ha vinto 17 partite su 27, segnando in media 2,1 gol a gara per un totale di 58 reti. Senza Lu-La – proprio come nell’andata con Sanchez – la situazione è nera: zero vittorie in tre partite e una media punti da 0,3 che non aiuta a convincere di avere le armi per l’impresa. Ma stavolta Conte ce le ha, più cariche che mai. Il Toro ha già segnato nel match di andata, mentre a Romelu manca un guizzo contro una big per rendere ancora più straordinaria questa ennesima stagione da record. Il belga ha già messo a segno 20 reti, dimostrando di essere diventato devastante in area di rigore. I suoi gol sono infatti arrivati da dentro l’area e in tutti i modi possibili: 14 di sinistro (tra cui i 4 rigori che hanno portato la sua striscia record all’Inter a 12 trasformazioni realizzate su 12 tentativi), 5 di destro e uno di testa. Migliorare si può. Ma già così è un gran bel vedere.

fabbrica del gol

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Ma la vera forza nuova dell’Inter 2.0 di Conte è la capacità di andare in rete con tanti giocatori in questo campionato, segno evidente di una crescita di tutto il gruppo. I 51 gol segnati in Serie A (miglior attacco del torneo) portano infatti 12 firme: un vanto per l’intera squadra, consapevole ora di poter trovare la via del gol in tanti modi diversi e finalmente anche da calcio da fermo. La punizione ammazza Milan di Eriksen nei quarti ha segnato pure la fine di un tabù che durava da due anni e mezzo, oltre a ridare a Conte un giocatore ritrovato in chiave scudetto. E se al danese aggiungiamo il blitz in Champions League di Darmian, diventano 14 i giocatori a segno in stagione. Insomma, dopo aver cancellato in pochi mesi l’Icardi-dipendenza, Conte è riuscito da una stagione all’altra a smarcarsi pure dalla Lu-La dipendenza. Domani però farebbe volentieri un’eccezione. Con la Lu-La piena è più facile sognare l’impresa e sentirsi pronti per un titolo.

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