Barça, quante batoste in Europa dal 2016! E il futuro di Messi resta un’incognita

Quello contro il Psg è soltanto l’ennesimo ceffone nelle notti europee. Ultimo doloroso capitolo di una crisi con radici profonde e lontane

Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci @filippomricci

17 febbraio – MADRID

Il Barcellona in 6 mesi ha perso 8-2 con i campioni d’Europa e 4-1 con i vicecampioni d’Europa. Ma le tremende sconfitte con Bayern e PSG vengono da lontano, sono solo gli ultimi due dolorosi capitoli di una storia scritta da tempo.

IL SECONDO TRIPLETE

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Nel 2015 il Barcellona di Luis Enrique batte la Juventus a Berlino e conquista il suo secondo triplete, dopo quello guardioliano del 2009, che poi divenne sextete. È giusto ricordare che in Spagna nessun’altra squadra, leggasi il Real Madrid, è mai riuscita a vincere i tre grandi trofei in una sola stagione. Euforia per la MSN, il terribile trio Messi-Suarez-Neymar, glorificazione del Barça 2.0, l’evoluzione verticale operata da Luis Enrique sul progetto di Guardiola. Tanti canterani e grandi campioni.

IMPENSABILE

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Nel giugno di quel 2015 Leo Messi compie 28 anni. Non dire, ma anche solo pensare che il messia di Rosario e il suo Barcellona non vinceranno più la Champions pare una sciocchezza immensa come la classe dell’argentino. E invece andrà così. Il Barça rimedierà ceffoni in campo e sprecherà centinaia di milioni fuori dal campo, accartocciandosi su un progetto fallimentare e autodistruttivo.

IL PRIMO AVVISO

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Nel 2016 i catalani vengono eliminati dall’Atletico Madrid nei quarti. Vincono 2-1 in casa, doppietta di Suarez, e perdono 2-0 al Calderon in una notte poco ispirata dell’arbitro Rizzoli. Ci può stare, ma i rapporti tra la squadra e Luis Enrique si tendono e l’anno dopo ecco il primo allarme. Inascoltato. Negli ottavi il Barça va al Parco dei Principi e il PSG di Unai Emery lo seppellisce: 4-0.

REMUNTADA E ADDIO

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L’8 marzo 2017 però al Camp Nou si fa la storia: il Barça batte 6-1 i parigini in una notte di nuovo condizionata da errori arbitrali, stavolta a vantaggio dei catalani, e da una ‘remuntada’ incredibile: all’88’ il Barcellona vince ancora 3-1 e ha bisogno di 3 reti. L’ispirazione di Neymar e l’acrobazia di Sergi Roberto fanno impazzire i 96.000 presenti al Camp Nou. Quella magica notte porta con sé due conseguenze. Le foto sono tutte per Messi, positivo ma non decisivo come Neymar: il brasiliano capisce che al Camp Nou c’è un dittatore che non potrà mai essere scalzato. Il trionfo distoglie l’attenzione da problemi tecnici evidenti. E infatti poco più di un mese dopo il Barça in 4 giorni prima perde 2-0 col Malaga e poi 3-0 a Torino con la Juventus in quella che rimarrà la Grande Notte Europea di Paulo Dybala. Al ritorno niente ‘remuntada’: uno squallido 0-0, risultato che fa inorridire i puristi del gioco bonito catalani, sancisce la seconda eliminazione consecutiva del Barça ai quarti di finale.

ADDII E MILIONI

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L’estate del 2017 è bollente: Luis Enrique se ne va, e lo stesso fa Neymar. Che dopo aver rinnovato il contratto col Barça solo pochi mesi prima decide di accettare la copertura d’oro offertagli dal PSG che paga i 222 milioni di euro della clausola di rescissione e si porta via O Ney. Messi è disperato, chiede Di Maria senza ottenerlo, e strappa il famoso rinnovo che nei successivi 4 anni può portarlo a guadagnare oltre mezzo miliardo di euro. La foto con Bartomeu, col quale i rapporti sono già ai minimi storici, arriverà solo a novembre, a 8 mesi dalla scadenza del contratto di Leo.

SCEMPIO ECONOMICO

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In panchina si siede il mite Ernesto Valverde, che vincerà due Liga e sarà accusato di far fare a Messi e ai suoi amici, Suarez, Piqué e Busquets su tutti, ciò che vogliono. Il ‘Txingurri’ in realtà ha già capito che il Barça è in inesorabile declino, e gestisce al meglio la crisi. In Liga resiste, in Europa no. Il Barça sta sprecando montagne di euro: Arda Turan, Dembélé, Coutinho, e poi Griezmann, sono gli esempi più alti dello scempio economico di un club che trascura la sua meravigliosa cantera e arriva a destinare l’80% del suo immenso fatturato agli stipendi dei suoi capricciosi giocatori.

ROVINA ROMANA

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Nel primo anno di Valverde il Barça esce ancora nei quarti. Batte 4-1 al Camp Nou la Roma di Di Francesco, risultato gonfiato da due autoreti e da un gol di Suarez nel finale, ma poi all’Olimpico il 10 aprile del 2018 rimedia un incredibile 3-0. Bartomeu pensa di cacciare Valverde, ma lo spogliatoio è con il tecnico e la decisione viene rinviata. Si pensa che quello di Roma sia stato solo un incidente. E invece è una tendenza precisa.

PRESEPE INGLESE

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Perché un anno dopo la storia si ripete. Il Barça dopo 3 anni torna in semifinale e sembra in palla. Gli tocca il Liverpool di Klopp che pochi mesi prima a Kiev ha perso la finale col Madrid e al Camp Nou è festa grande: 3-0 con gol di Suarez e doppietta di Messi. Però il 7 maggio ad Anfield ecco l’ennesima tragedia: i Reds schiantano i blaugrana con un 4-0 impreziosito da un beffardo gol su azione d’angolo confezionato da Alexander-Arnold e dal panchinaro Origi. Il Barça difende come un presepe, Bartomeu difende ancora Valverde.

DISCESA AGLI INFERI

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Salvo poi cacciarlo improvvisamente a gennaio del 2020 senza avere un sostituto e avviando di fatto la discesa agli inferi del club e della squadra. In panchina viene chiamato l’inesperto Quique Setien, che a 61 anni debutta in Champions salvandosi a Napoli. Poi la pandemia, lo stop e in agosto il superamento in qualche modo del turno con la squadra di Gattuso, che torna a Napoli piena di rimpianti. Il Barça è di nuovo nei quarti, gara secca col Bayern Monaco a Lisbona: finisce 8-2 per i bavaresi che a un certo punto fanno entrare Coutinho, carissimo flop blaugrana prestato al Bayern. Il brasiliano fa gli ultimi due gol. Poi torna al Camp Nou e sparisce di nuovo.

AUTODISTRUZIONE

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Estate 2020. A Barcellona viene chiamato Ronald Koeman. Messi ha chiesto pubblicamente di essere ceduto, hanno regalato il suo miglior amico, Luis Suarez, all’Atletico mentre lui è stato costretto a restare. Il Barça fa un buon girone di Champions, vince anche 2-0 a Torino con la Juventus. Però l’8 dicembre nell’ultima partita del gruppo la squadra di Pirlo viola il Camp Nou con un 3-0 che per la prima volta, dopo 13 anni di dominio, lascia il Barça al secondo posto nel girone. Il sorteggio degli ottavi dice PSG. Neymar, Mbappé, il 6-1 del 2017 da vendicare.

LA VENDETTA

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Piatto freddo servito ieri sera: 4-1 e Koeman che a fine gara ammette che a Parigi il 10 marzo sarà praticamente impossibile rimontare. Già, il Barça dovrà cercare piuttosto di limitare i danni. Il ciclo è finito, e al Camp Nou non possono dire che non li avevano avvisati.

ALLARME IGNORATO

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Dal 4-0 rimediato dal PSG a Parigi sono passati 4 anni, spesi a far finta di non ascoltare sirene che urlavano. Luis Enrique, Ernesto Valverde, Quique Setien e Ronald Koeman hanno tutti rimediato sconfitte brucianti in Europa. E Messi sta per arrivare a 34 anni con enormi possibilità di non conquistare un’altra Champions. Sei anni col migliore del mondo uscendo 4 volte nei quarti, una in semifinale e quest’anno molto probabilmente negli ottavi. Leo è sempre più frustrato e quest’estate andrà da un’altra parte a cercare il suo quinto trofeo europeo. Se glielo avessero detto nel 2015 si sarebbe messo a ridere.

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