Agustina: “Ho lasciato tutto per Lautaro, è stato un colpo di fulmine”

La compagna del calciatore dell’Inter è stata intervistata da Telefe

Telefe ha inaugurato un nuovo programma dedicato alle wags della Nazionale argentina condotto da Jésica Cirio. Agustina Gandolfo è stata la prima ospite e ha raccontato come è nata la sua storia d’amore con Lautaro Martinez.

La compagna di Lautaro lo ha conosciuto prima che venisse all’Inter: “E’ una storia che non racconto quasi mai… Ci siamo conosciuti a Buenos Aires, poco prima che lui arrivasse qui (in Italia). Avevo viaggiato con degli amici e ci siamo conosciuti ad un compleanno, non sapevo chi fosse. Ci siamo scambiati i numeri… Mi ha detto ‘un giorno andrai dove vado io adesso…. Lì abbiamo iniziato a chiacchierare e mi è successa una cosa molto pazzesca perché mi sentivo già fidanzata… Intanto sono tornata nella mia provincia, ho dato gli esami all’università e poi sono venuta qui”. I due si conoscevano appena ma Lautaro aveva già le idee molto chiare: “E quando sono arrivata, ha gridato ‘ciao amore mio’ e mi ha salutato con un super bacio… è lì che è iniziato tutto”. Un vero e proprio colpo di fulmine: “Abbiamo passato nove giorni insieme e il giorno prima del mio ritorno mi ha detto ‘non te ne vai’. ‘Come non me ne vado? Ho i miei negozi, i miei studi, il mio lavoro…’, ho detto. E lui ha chiamato i miei genitori, perché sono una ragazza di mamma e papà, e ha detto loro che sarei rimasta ancora qualche giorno. E sono rimasta un altro mese”.

“Abbiamo sempre avuto un legame molto forte e la cosa pazzesca è che ci siamo visti solo due o tre volte in Argentina eppure sembrava che ci conoscessimo da tutta la vita. Qui siamo lontani dalla famiglia e dagli amici, siamo diventati molto uniti”, ha continuato Agustina Gandolfo. Sono ormai 5 anni che la coppia convive a Milano: “Successivamente sono tornata a Mendoza e sono andata in vacanza a Cancún con i miei amici. E mentre ero lì, lui, che è molto appassionato, mi ha detto ‘non tornare a Mendoza, vieni direttamente qui, non posso più aspettare.’ Sono andata in Italia. I miei genitori volevano uccidermi, perché ho lasciato tutto, il mio studio, i miei negozi e il mio lavoro nell’azienda dei miei genitori. É stato un impulso, un colpo di fortuna che per fortuna è andato bene… Penso che oggi mi costerebbe molto di più farlo”.

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