Vlahovic, cura di Coppa. È stanco, contro il Genoa farà part time

L’attaccante serbo fa “ripetizioni” con Allegri per essere al top nella finale di mercoledì prossimo contro l’Inter. Probabile che contro i liguri non disputi tutti i 90 minuti

Ore 13, l’allenamento è appena terminato, i giocatori della Juventus salutano i tifosi (circa 300) che hanno assistito alla seduta aperta dalla tribunetta dello Juventus Training Center e poi s’incamminano verso gli spogliatoi. Tutti tranne uno, perché per qualcuno la giornata di lavoro non è ancora finita. Dusan Vlahovic, maglia termica e pantaloni lunghi sotto la divisa d’allenamento, sceglie di fermarsi ancora un po’: in porta c’è Pinsoglio in porta e Massimiliano Allegri si sistema poco distante per dargli dei consigli, Dusan riceve palla prima da destra e poi da sinistra, stoppa e tira. Il tecnico lo ferma un paio di volte per fargli vedere come deve fare per rendere il movimento più fluido, DV7 ascolta, guarda e poi prova a mettere in pratica. Alla fine anche Max si mette a calciare, dando vita a una sfida improvvisata sotto gli occhi di chi è rimasto ancora a osservare.

Cura in 7 giorni

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Il video ha fatto il giro dei social: il maestro e l’allievo, perché anche se è stato pagato 70 milioni di euro Vlahovic è pur sempre un ragazzo di 22 anni che ha ancora tanta voglia di crescere e imparare. In questi 10-15 minuti di lavoro supplementare c’è tutta la mentalità dell’attaccante serbo, che nonostante la stanchezza non vuole mai smettere di migliorare. La condizione in questo momento non è al top, Dusan però vuole provare ad esserlo per la finale di Coppa Italia: 7 giorni per tornare a brillare come quando a gennaio è arrivato in bianconero. La cura di Allegri prevede, oltre alle lezioni fuori orario, anche un po’ di leggerezza. Vlahovic ha bisogno di liberare la testa oltre che di non appesantire il fisico in questa fase della stagione, perché ha tirato tanto la carretta e la fatica, mentale e muscolare, si fa sentire.

Risate e riposo

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Ecco perché Allegri gli dedica attenzioni supplementari, lo guida e se lo coccola, cerca di farlo ridere e scherzare. E non è da escludere che dopo un tour de force iniziale (una sola partenza in panchina nelle prime 10 gare di A con la Juventus) possa tenerlo fuori per la seconda volta in tre partite. Potrebbe fare solo un tempo, per non perdere il ritmo che sia il primo o il secondo si vedrà, dipenderà da come lo vedrà il tecnico oggi e domani. Il match di venerdì sera con il Genoa è ininfluente per la classifica bianconera, visto che la Juventus ha già raggiunto la matematica qualificazione alla prossima Champions League, e la partita che conta si giocherà mercoledì 11 all’Olimpico contro l’Inter.

Oltre quota 3 mila

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Sarà la prima finale di Vlahovic e l’ultima occasione per la Signora di portare a casa almeno un trofeo in un’annata non certo sfavillante, e Allegri avrà bisogno del suo goleador. L’appannamento delle ultime giornate non cancella i numeri non banali del serbo: 27 reti finora, di cui 23 in campionato e 7 in maglia bianconera. Alla Juventus segna meno che alla Fiorentina (un gol ogni 155 minuti in campionato contro 1 ogni 109 in viola, dove però batteva anche i rigori) però la maglia bianconera pesa di più e la squadra non sempre lo assiste a dovere. Anche ieri non è sembrato particolarmente brillante, ma ci sta che i 3410 minuti complessivi giocati finora inizino a farsi sentire: solo Szczesny nella Juventus ne ha messi insieme di più e in Serie A è nella top four degli attaccanti più utilizzati.

Ultimo sforzo

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Vlahovic è stato preso a gennaio per non il quarto posto e l’obiettivo è stato raggiunto: le sue reti sono state preziose per la rimonta bianconera. Ora però manca l’ultimo sforzo, la sfida che può dare un senso alla prima stagione dell’Allegri bis. Dusan ai nerazzurri ha segnato una sola volta, nel 2019-20, e quest’anno è rimasto a secco sia con la Fiorentina sia con la Juventus. A Roma ci sarà un’atmosfera speciale e DV7 vuole essere al top. A costo di fare una settimana di lezioni supplementari: stop e tiro all’infinito, fino a quando Allegri non gli dirà che va bene così.

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