Theo, gol fatti e gol fatti fare: cosa manca per deve ripartire al Tgv del Milan

Contro il Parma all’andata fece doppietta, per mesi è sembrato inarrestabile. Un girone più tardi vive un periodaccio, tra black-out di concentrazione ed errori difensivi

Il problema di Theo Hernandez è che uno come lui non passa mai inosservato. E non è una questione di look: è che quello che il terzino rossonero fa in campo incide moltissimo sui risultati del Milan. Nel bene, la maggior parte delle volte. Ma ogni tanto anche nel male. Il passaggio sbagliato che è costato il gol di Quagliarella nel match contro la Samp l’ha visto finire sul banco degli imputati, come sempre accade con chi si macchia di un errore evidente. Mantenendo il giusto equilibrio nelle valutazioni, bisognerebbe mettere sull’altro piatto della bilancia tutto ciò che Theo fa di positivo, prima di puntargli l’indice contro: è evidente, però, che il rendimento dell’ex Real Madrid sia in flessione rispetto a qualche mese fa. E che il Diavolo ne stia risentendo.

In attacco

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Più che altro, Hernandez è tornato a essere due giocatori completamente diversi in fase offensiva e difensiva. In attacco, quando parte il treno, ti ci puoi solo aggrappare. Theo è un TGV francese, va ad alta velocità: le sue progressioni spaccano le squadre avversarie come poche altre alchimie tattiche sanno fare, se converge al centro e punta dritto verso l’area avversaria è difficile sottrargli il pallone in modo pulito. Basta dare un’occhiata ai falli subiti: 63 in 25 presenze, più di ogni altro giocatore rossonero, neanche fosse un attaccante o un trequartista. I 4 gol realizzati finora in questa Serie A, però, sono arrivati tutti nel 2020: gli avversari l’hanno studiato, hanno iniziato a prendergli le misure, a controllarlo in tutte le situazioni – calci d’angolo compresi – in cui ha già dimostrato di saper essere pericoloso.

In difesa

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Il problema vero, però, è in difesa. E non da oggi. Pioli ha lavorato bene sulle lacune di Theo in fase di posizionamento e marcatura, ma ogni tanto si ripresentano amnesie inspiegabili. E quando il numero 19 stecca, sono dolori, perché i rivali fanno gol: è capitato contro Juve, Bologna e Napoli, ma anche contro lo Spezia, con un pallone perso non troppo diverso da quello che è costato il gol della Samp. È da questo punto di vista che Theo deve cambiare marcia: attenzione, concentrazione per ogni secondo dei novanta minuti più recupero. Sul fatto che Paolo Maldini abbia fatto un colpaccio a prelevarlo dal Real Madrid nessuno ha dubbi, ma la crescita del giocatore deve continuare. Altrimenti rischia di aver ragione Deschamps a ignorarlo quando compila la lista dei convocati Bleus.

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