Tatarusanu: "Al Milan lavoriamo bene. Il Napoli è l'avversaria per lo scudetto"

ROMA- Non è un personaggio, non ama la luce dei riflettori, vive il calcio con grande professionalità, non si concede deroghe. Ciprian Tatarusanu è diventato protagonista nel derby, parando il rigore a Lautaro Martinez e consentendo al Milan di confermarsi capolista. E’ stato il suo secondo rigore parato in Italia, ma è il decimo in carriera. Tra le sue “vittime illustri” anche Mbappè, Belotti, Fernando Torres e Jankovic. Da cinque partite sostituisce l’infortunato Maignan e ha contribuito al primo posto della squadra di Pioli. In tutta la scorsa stagione aveva messo insieme lo stesso numero di presenze. Ciprian non ama troppo rilasciare dichiarazioni, anche nel suo Paese si concede poco, è una specie di icona in Romania, ma ha lasciato la Nazionale un anno fa. In questa intervista esclusiva si racconta come mai ha fatto prima, partendo da quell’impresa nel derby di San Siro e dal grande futuro che lo aspetta.

Sette novembre, l’impresa nel derby: rigore parato, non sbagliato. 
«Ho parato tanti rigori nella mia carriera, ma quello è il più bello. Non sapevo che da 40 anni un portiere del Milan non parava un tiro dal dischetto nel derby, sono molto contento, farlo contro l’Inter aggiunge qualcosa in più. Ho studiato Lautaro come gli altri calciatori dell’Inter, potenziali rigoristi. E’ stata una bella parata». 

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Dallo scorso anno al Milan, è soddisfatto del suo ritorno in Italia? 
«Faccio parte di una delle squadre più forti del mondo. E’ una bella storia, chiara. Mi dispiace per l’infortunio di Maignan, ma sono contento di giocare a questi livelli, spero di stare bene fisicamente e di fare altre prestazioni a questo livello». 
 
Il Milan è la favorita per lo scudetto?  
«Prendiamo ogni partita che viene, speriamo di dare sempre il massimo sempre». 

Pioli ha creato un bel gruppo. 
«Tra calciatori e staff c’è una bella atmosfera, a Milanello ogni giorno lavoriamo molto bene, in armonia».

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L’attaccante più pericoloso in assoluto in Italia? 
«Fabio Quagliarella».  
 
Perché un anno fa ha deciso di lasciare la Nazionale? 
 «Ho sentito che il mio tempo era finito, penso di aver preso la migliore decisione, non ho rimpianti. Il commissario tecnico mi ha chiamato, abbiamo parlato, ma sono una persona che quando prende una decisione non torna indietro».

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Quali sono le avversarie per lo scudetto?  
«Il Napoli, che è in testa con noi, ma ci sono altre grandi squadre che possono lottare per lo scudetto, Inter compresa». 

Tutta l’intervista esclusiva sull’edizione del Corriere dello Sport – Stadio

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