Svolta Roma, il segreto di Mourinho: il progetto Special funziona

ROMA – Liberate gli slogan: i magnifici quattro, il quadrato magico, i fab four, il quartetto fantasia. Alzate il volume dei sogni, perché il primo è già rumorosa realtà: tutto è possibile in questa Roma. Abraham, Dybala, Zaniolo e Pellegrini insieme è verità scritta dall’amichevole contro il Tottenham, una delle migliori del campionato dei migliori, ed è una soluzione tattica che José Mourinho sta valutando di estendere anche alle partite che valgono punti e qualificazioni. Ma è solo una delle opzioni immaginate, perché l’imminente sbarco di Wijnaldum arricchirà l’organico e le potenzialità di una squadra che si sta abituando a cambiare pelle in corsa a seconda del risultato e dell’obiettivo.

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Qualità Roma

Sembrava un azzardo, un progetto attuabile soltanto contro avversarie commestibili e magari solo per pochi minuti. Invece Mourinho ha saputo assemblare tutto il talento che aveva a disposizione nel test estivo al quale teneva di più, contro il club che lo aveva ripudiato. Ha funzionato. Non solo e non tanto nella produzione offensiva, in una partita complessivamente povera di occasioni da gol. Ma anche e soprattutto nell’atteggiamento e nel coraggio della squadra, che nel primo tempo ha costretto il Tottenham a difendersi tenendo i pericoli a distanza dalla porta di Rui Patricio. Dybala, che è rimasto in campo un’ora alla prima esibizione da calciatore della Roma, ha lasciato intuire i lampi di genio che diventeranno frequenti nel corso della stagione, dialogando fitto soprattutto con Pellegrini e indicando traiettorie e movimenti ai compagni. Zaniolo si è sfiancato nel sacrificio difensivo, impedendo ai centrali inglesi di organizzare una manovra lucida. Abraham ancora non è il centravanti spaccaporte che abbiamo conosciuto ma con la sua generosità ha contribuito a offuscare i tentativi di risalita degli avversari. Non è una Roma perfetta. Ma ha imboccato una direzione precisa che farà divertire i tifosi, pronti ad accogliere i loro beniamini nella presentazione di domenica contro lo Shakhtar Donetsk: all’Olimpico sono attesi 50.000 spettatori, incuranti del mare e delle ferie.

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Roma, equilibrio e solidità

Hanno colpito l’equilibrio e la solidità della squadra di Haifa, che ricorderemo magari nei prossimi mesi come pioniera di una nuova filosofia. Mourinho, insieme alle quattro stelle, ha valorizzato Zalewski – oggi farà gli esami per la distorsione alla caviglia, ma non dovrebbero esserci danni gravi – che nella prima mezz’ora è stato devastante. Ha chiesto a Karsdorp, sull’altra fascia, di non esagerare con le scorribande, perché da quella parte scorreva Perisic e serviva un aiuto per Mancini su Son. E ha ottenuto dai tre difensori una partita tosta per aggressività e attenzione. Ibañez peraltro si è tolto lo sfizio di segnare il gol decisivo. Se il Tottenham di Harry Kane, capitano della nazionale inglese, non ha mai tirato nello specchio della porta a una settimana del debutto in Premier League le possibilità sono due: o Conte ha un problema serio in vista della sua stagione oppure la Roma ha raggiunto un livello di consapevolezza e stabilità che è proprio delle grandi squadre.

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Mourinho, la prova

Propendiamo per la seconda via, alla quale Mourinho ha contribuito con scelte mirate nei dettagli. Mentre l’allenatore rivale nel secondo tempo ha avviato la girandola dei cambi, la Roma ha chiuso l’amichevole con sole cinque sostituzioni (le ultime due nel recupero) come in una partita vera. Evidentemente la gita israeliana era una prova generale per guardarsi dentro. Non sarebbe sorprendente a questo punto se Mourinho riproponesse la stessa formazione al debutto in campionato, il 14 agosto a Salerno. Ormai la squadra del talento sfrenato non è più soltanto una suggestione.

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