Senza Lukaku sono guai. Serve un vice, ma l’Inter è ostaggio di Eriksen e Pinamonti

Tutte le idee sul tavolo, da Pellè a Giroud passando per Eder, sono di difficile realizzazione. Gervinho e Gomez piacciono, ma senza uscite…

Un attaccante per l’Inter, concetto amplificato nelle ultime ore: quando Lukaku non c’è oppure entra in corsa come a Genova, i problemi aumentano. La situazione va seguita, partendo da un presupposto: è fondamentale che esca Pinamonti (circa tre milioni di ingaggio a stagione), sulle sue tracce ci sono soprattutto il Benevento e sullo sfondo anche il Bologna, dopo aver detto no alle soluzioni estere. Una traccia è Graziano Pellè ma al momento senza grandi sbocchi perché l’Inter non garantirebbe più di sei mesi e l’ariete potrebbe avere proposte più allettanti. Molto fredda, quasi inesistente, la pista che porta a Eder, non c’entra nulla il particolare che il cartellino appartenga alla stessa proprietà (Suning). Il massimo sarebbe Giroud ma costa e oggi l’attaccante francese rappresenta una delle poche cose che funzionano all’interno della crisi Chelsea, fermo restando che non si può liberare a zero. Un particolare che condiziona anche la Juve che segue con interesse Giroud.

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La scorciatoia potrebbe essere fare cassa con Eriksen per poi riservare il gruzzoletto su un attaccante che non obbligatoriamente deve essere una prima punta. Una strada conduce a Gervinho, che a Conte piace molto, non più intoccabile a Parma, logica conseguenza di un rapporto che già in passato aveva messo l’ivoriano a un passo dall’addio. Gervinho è come Papu Gomez: piace parecchio ma in questo caso non serve un’idea, quella c’è già, piuttosto un budget. È inutile stare a sottilizzare troppo, tutte le strade portano a Eriksen. Con il non trascurabile particolare che fin qui nessuno ha fatto un’offerta vera, tale da soddisfare l’Inter.

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