Seiwald e i talenti scoperti dal Salisburgo grazie agli algoritmi

Il Salisburgo continua a scoprire talenti con l’aiuto di un software e degli algoritmi. Ha creato una rete di osservatori a livello mondiale: relazioni, caratteristiche, identikit, ogni anno analizza in media quasi duemila Under 20. Un lavoro di scouting che finisce poi nella raffineria di una startup, in grado di orientare investimenti e acquisti. Da Sadio Mané a Erling Haaland: da dieci anni il Salisburgo, club targato Red Bull, arriva spesso prima della concorrenza. E tra i segreti di una struttura all’avanguardia c’è un computer che diventa la fonte di tutte queste favolose plusvalenze: nella lista figurano anche Naby Keïta, Upamecano, Szoboszlai, Adeyemi.

IL METODO SALISBURGO – Uno splendido circuito virtuoso: individuare, formare, valorizzare e cedere. Senza mai smarrire una leadership che in Austria ha permesso al Salisburgo di vincere nove campionati di fila e di distinguersi anche nelle coppe europee. Come ha certificato la sfida di martedì sera in Champions contro il Milan: il gol di Okafor, il pari di Saelemaekers, un gioco dai ritmi elettrici, pressing e sovrapposizioni nel 4-3-1-2 del tedesco Matthias Jaissle, 34 anni, il tecnico più giovane del torneo, quindici mesi in meno di Nagelsmann.

IL 4-3-1-2Köhn in porta. Solet e Pavlovic al centro della difesa. Seiwald in regia, Kjaergaard e Capaldo nel ruolo di mezzala, Kameri trequartista, Okafor e Fernando in attacco. Tanta qualità, in attesa del recupero di Luka Sucic, mezzala, vent’anni, croato, che la Lazio aveva scelto come possibile sostituto di Milinkovic. Un Salisburgo che piace e diverte. Ha trovato il suo punto di riferimento in Nicolas Seiwald, un play che fa la differenza. È austriaco, ha ventuno anni, lo seguono i club più quotati della Premier e il Bayern Monaco. Visione di gioco, personalità, tackle, maturità, un metro e 80, classe 2001, destro, una prova superba anche davanti al Milan: 83% di passaggi riusciti, 11,9 chilometri percorsi, 7 palloni recuperati. Seiwald non è figlio di un mercato che si sviluppa con i software e gli algoritmi. È cresciuto nel Salisburgo, ha fatto un po’ di esperienza nel Liefering, società satellite. Fa già parte della nuova nazionale di Ralf Rangnick. Anche lui ha già un prezzo: venti milioni.


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