Satriano, l’attaccante non stop che sta facendo impazzire l’Inter e Inzaghi

Dopo i 5 gol al Sarnico, l’attaccante uruguagio classe 2001 che gioca senza sosta da agosto ha convinto e segnato anche contro il Lugano. Il derby nel destino

Quando, nel gennaio del 2020, l’Inter andò a prendere Martin Satriano dal Nacional, i paragoni già si sprecavano. “Il nuovo Suarez”, considerando che si trattava di un uruguaiano, era quello che andava per la maggiore: chissà se lo diventerà davvero, ma se c’è un modo per convincere Simone Inzaghi che nella rosa dell’Inter può starci anche lui è esattamente quello che Martin ha scelto nell’amichevole di Lugano e, più in generale, in questi primi giorni di lavoro. Aspettando che Lukaku e Lautaro tornino dalle vacanze e si riprendano il loro posto, il ragazzino uscito dalla Primavera (e che non potrà più tornarci, neanche da fuoriquota) si è preso la scena. Anche se il prestito per farsi le ossa rimane lo scenario più probabile.

L’arrivo in Italia

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Nato il 20 febbraio 2001 e pagato 2,4 milioni, sbarcato in Italia negli ultimi giorni del mercato invernale (con l’Inter che riuscì a bruciare la concorrenza del Cagliari e di diversi club inglesi), Satriano fece a malapena in tempo a mettersi gli scarpini e a indossare la maglia della Primavera di Madonna. Il primo gol il 22 febbraio contro il Genoa, poi lo stop del campionato Under 19 a causa della pandemia. Tutto ritardato di qualche mese, con l’Inter che si è ritrovata in campo già ad agosto per disputare le ultime partite di Youth League. Martin, di fatto, gioca ininterrottamente da un anno, ma la stanchezza non la sente: gli unici giorni per recuperare le energie tra una stagione e l’altra, Satriano e la fidanzata Flor non li hanno trascorsi in Uruguay (anche perché con le restrizioni sarebbe stato praticamente impossibile tornare a casa) ma sul lago di Como.

Quella doppietta al Milan

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Satriano sfiora il metro e 90, e spesso si è trovato a dominare le difese avversarie. Come il 17 febbraio, quando l’Inter stravinse il derby Primavera: dei tre gol segnati dai nerazzurri al Milan, due furono i suoi. Quattordici in totale, tra campionato (12) e Coppa Italia (2), che non sono valsi lo scudetto all’Inter – eliminata in semifinale dall’Empoli poi campione d’Italia – ma che non hanno lasciato indifferenti né lo staff di Conte (che lo aveva fatto spesso allenare con i grandi, portandolo in panchina in tre occasioni, e la prima fu proprio un derby…) né a Simone Inzaghi, che per deformazione professionale è uno che si è sempre informato del parco giovani a disposizione, essendo arrivato a guidare la prima squadra della Lazio partendo proprio dal vivaio.

Figlio d’arte

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Il calcio fa parte della famiglia Satriano prima ancora di Martin: il papà, Gerardo – soprannominato “El Bocha” – è stato un giocatore molto conosciuto negli anni 80, quando indossò la maglia del Club Atletico Bella Vista. La famiglia Satriano è originaria di Tito, paese in provincia di Potenza: l’Italia, Martin, ce l’aveva nel destino. Ma anche nel Dna.

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