Ronaldo: “Siamo stati fortunati, è stata una partita di grande sofferenza”

CR7 ancora una volta decisivo allo scadere, come all’andata e contro il Villarreal. Con la doppietta arriva a quota 11 gol in Champions dopo il 35° compleanno, più del doppio di quelli che fece Drogba

Segna sempre lui. Alla fine la differenza la fanno i fuoriclasse. Li vedi, non li vedi, spuntano dall’ombra, in un attimo. E mettono la zampata. Decisiva. Cristiano Ronaldo fa parte di quella ristrettissima élite. Non che ci fosse bisogno d’aver conferme a 36 anni dopo una carriera stratosferica. Ma i due gol divini alla Dea, gioco di parole voluto, in zona Ronaldo, quello del primo pareggio nel recupero del primo tempo, l’altro al 91’, per spegnere il sogno bergamasco. “Siamo stati fortunati – dice l’ex bianconero ai microfoni dell’emittente britannica Bt Sport – Ma questo è il calcio. E’ stata una partita di grande sofferenza ma abbiamo fatto il nostro lavoro”. Pluralis maiestatis, aggiungiamo noi. Coi due del Gewiss, in Champions ne ha realizzati 11 dopo aver compiuto 35 anni, oltre il doppio del più vicino “concorrente”, Didier Drogba.

Vizietto

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E’ un bel vizietto, il suo. All’andata non aveva atteso l’ultimo respiro. Il 3-2 all’Old Trafford lo aveva messo all’81’, sei minuti dopo quello del pari di Maguire. Se una (magra) consolazione ci può essere per Gasperini, è che CR7 non fa distinzione di colori o avversari. Chiedere al Villarreal per conferme. Nel match del 29 settembre, dominato dagli spagnoli, la griffe era arrivata al minuto 95, dopo che al 60’ Telles aveva rimediato al gol di Paco Alcàcer. L’equazione è sin troppo semplice da risolvere: levate Cristiano e il Manchester avrebbe 7 punti in meno. Quattro gol in 3 partite, due vittorie e un pareggio. Di fatto il passaggio del turno quasi in tasca, anche se ci sarà ancora da lavorare. Giusto per la cronaca, Ronaldo aveva segnato anche a Berna nella prima gara del girone, ma allora era stato lo Young Boys a vincere 2-1 in pieno recupero, con rete di Siebatcheu al 95’. Segna sempre lui. E quando segna, lo fa a modo suo, mai banale. Solskjaer ringrazia. Non avesse CR7, molto probabilmente avrebbe già fatto le valigie da un pezzo.

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