Roma e Lukaku divisi dal riscatto: la strategia dei Friedkin

ROMA – Diciotto gol stagionali, quarantatré milioni di prezzo. I conti ancora non tornano tra Romelu Lukaku e la Roma, che si sono scelti per un anno da vivere al massimo e poi verosimilmente separarsi. A fine stagione, come da contratto di leasing stipulato l’estate scorsa, Lukaku tornerà di proprietà del Chelsea. A quel punto verrà definito il suo futuro: i Friedkin già conoscono la richiesta inglese e difficilmente potranno onorarla, soprattutto se a De Rossi non riuscisse la miracolosa rincorsa a un posto in Champions. Ma non comprare Lukaku, che a maggio avrà 31 anni, potrebbe anche diventare una scelta. L’ipotesi di uno sconto, magari con il ritorno di Abraham al Londra, resta comunque sul tavolo. La sensazione è che ogni decisione, in pieno stile Friedkin, sarà rimandata davvero a giugno/luglio, quando l’orizzonte finanziario e tecnico sarà più chiaro.

Da Lukaku ad Azmoun, tutti in ballo

Molto dipenderà anche dalle cessioni. Non solo di Abraham, che sarebbe già finito all’Aston Villa se non si fosse gravemente infortunato nell’ultima giornata dello scorso campionato, e che dovrà recuperare la piena efficienza fisica per convincere la Roma a puntare ancora su di lui. Ma anche degli altri due centravanti a libro paga. Andrea Belotti è stato prestato alla Fiorentina e potrebbe rientrare alla base con un altro anno di contratto piuttosto oneroso (quasi 3 milioni netti a stagione) se a Trigoria non arriverà una proposta tale da giustificarne l’addio. Poi c’è Sardar Azmoun, che sta conquistando la simpatia dei tifosi e i consensi della squadra: il suo cartellino è di proprietà del Bayer Leverkusen, che ha lasciato alla Roma il diritto di acquisto a fine stagione per 12,5 milioni. Possono essere tanti per un attaccante di riserva ma anche pochi per un giocatore offensivo di qualità e di spirito. È uno dei dubbi che risolverà a giugno il nuov odirettore sportivo.

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