Poli: “Amerò sempre Bologna. L’addio? Brutto sentirsi di troppo”

L’ex capitano si confessa dalla Turchia: “Quattro anni super, ma quel ritiro…”

Matteo Dalla Vite

4 settembre – BOLOGNA

La video-chiamata arriva direttamente dal centro sportivo dell’Antalyaspor. Un giro d’orizzonte, camera grande e confortevole, mezzoretta di tempo per spiegare l’addio (per ora) al calcio italiano ma anche a una città (Bologna) che lo ha visto capitano fino all’altroieri. “Sono in attesa di fare l’allenamento – racconta Andrea Poli -: considerando il caldo, è tutto spostato verso sera. Con la famiglia stiamo completando il trasloco in questa città turistica molto bella: io, mia moglie Teodora e il nostro amore Lavinia che ha 5 mesi. Per lei ho deciso di cambiare esultanza: prima facevo il “3”, un omaggio proprio a mia moglie che ha origini serbe; d’ora in poi farò la “L”. Che non è di… Loser ma è Lavinia appunto”. Risata. E si parte.

Andrea, 4 giornate di campionato e 4 punti con l’Antalyaspor. Contento della Turchia?

“Molto: mi hanno voluto fortemente e forse era arrivato il momento di cambiare. La qualità tecnica del campionato si sta alzando, il mio partner in campo per esempio è Sahin, fra poco arriverà Pjanic al Besiktas. Insomma, livello alto, stadi nuovi, strutture all’avanguardia, gente appassionatissima. Balotelli? Tutti mi chiedono di lui. Prima o poi lo incontrerò e vi dirò…”.

Era arrivato il momento di cambiare: in pochi giorni lei è passato da capitano del Bologna, all’allenarsi coi baby a Pinzolo fino alla Turchia.

“Quando ho salutato dopo quattro anni belli, intensi, fantastici, ad alcuni, a quelli che magari stanno dietro le quinte, sono scese delle lacrime. Anche a me, a dire il vero. Bologna l’ho amata e la amo ancora. In questi anni ne abbiamo vissute tante e diverse, anche difficili…”.

Il Bologna United, quello che si cementò ancor di più con Miha.

“Quello ma anche nell’anno della salvezza. Poi c’è stata la pandemia, un campionato lasciato a metà, mentre eravamo a 5 punti dalla zona Europa, e poi ripreso, l’ultima stagione in cui si poteva fare molto meglio”.

Nella sua ultima stagione a Bologna ha patito un infortunio alla seconda giornata, ha rincorso la forma ideale ma poi ha collezionato 373’: con l’Antalyaspor ne ha già 207 in 4 gare.

“L’infortunio di un anno fa al perone non mi ha aiutato sicuramente. Ma a un certo punto potevo essere utile, se solo fossi stato messo nelle condizioni. A un certo punto sentivo che, nonostante cercassi di recuperare, la mia presenza era sopportata. Mi sentivo quasi non voluto. Mi sforzavo di recuperare ma mi pareva di non essere considerato. Sono uno, da sempre, che si mette in gioco per essere in prima linea”.

Sinisa cosa le diceva?

“Una volta disse che non mi riteneva a fine ciclo. Quest’estate ci parliamo, ci confrontiamo, e mi racconta che non avrei giocato da titolare e che però avrei potuto giocarmi ogni carta possibile”.

L’ha detto anche a Medel. Ma nei primi giorni di Pinzolo lei le prove tattiche le fa coi baby…

“Eh… Ci siamo riparlati io e Sinisa e ho capito che era il caso di cambiare aria. Mi ha chiamato anche Saputo. Mi ha ringraziato per gli anni che ho vissuto a Bologna sottolineando che ho sempre dato il 120%. Ed è vero. Bologna sarà sempre casa mia, ha aggiunto il presidente. E’ e sarà così”.

Lei voleva restare: giusto?

“Sì, ma solo se avessi avvertito l’opportunità di giocarmela. Non rubo lo stipendio, voglio combattere. E sia chiara una cosa: non ho mai chiesto la titolarità ma di potermela conquistare sì. Quando ho capito che la mia presenza pareva di troppo, ho preferito scegliere quel che prima o poi avrei fatto: un’esperienza all’estero”.

Le manca il calcio italiano?

“Ho vissuto tre grandi parentesi. Quattro anni alla Samp, 4 a Bologna e 4 al Milan. Ho fatto più di 100 gare con la squadra per la quale ho tifato, il Milan; col Bologna sono stato un punto di riferimento, e la cosa più bella è stato vedere che la gente lo ha capito, e poi capitano: esserlo di una squadra di A è orgoglio puro”.

Il Bologna senza Tomiyasu e con Arnautovic è più forte?

“Tomi si è meritato la Premier, Arnautovic ha un profilo internazionale che farà bene al Bologna, alzerà la qualità di tutti”.

E’ vero che da grande farà l’allenatore?

“No no, credo di no. Ora penso a giocare”. Pausa. “Qui gioco…”.

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