Perisic non lascia, raddoppia. Inter, è tornato Ivan il Terribile

Umile in fase di non possesso e devastante in spinta, dopo le critiche di inizio stagione il croato è esploso nell’ultimo mese. E le cifre lo confermano

Il fisico non è mai stato un problema per uno che da piccolo riusciva alla grande in tutti gli sport (ipse dixit). Il problema semmai era la testa. E lì dentro deve essere scattato qualcosa nell’ultimo mese. Perché Ivan Perisic ha già una stima in se stesso che a volte esonda nella superbia. Figuriamoci se gli si chiede di sfiancarsi a tutta fascia dopo aver vinto il triplete con il Bayern calpestando soltanto le zolle esterne più comode.

Ora al centro del progetto

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Uno così è capace di entrare in campo quasi infastidito (indisponente a Roma) se non si sente importante. Ma anche di esaltarsi quando capisce di essere al centro del progetto. La trasformazione di Ivan – di nuovo Terribile – nelle ultime gare è sorprendente. E il paragone con l’Eto’o “terzino” del Triplete diventa ogni giorno meno blasfemo. Il derby ha confermato lo stato di grazia del croato, che ha scherzato Calabria (il miglior terzino destro del campionato finora) e garantito copertura con grande applicazione nei movimenti e nelle letture.

Il più faticoso

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Il tutto senza far venire meno la spinta, che va ben oltre il gol del raddoppio servito su un piatto d’argento a Lautaro. Quello di Perisic, soprattutto nell’interpretazione contiana, è infatti un ruolo ingrato. Parlare di 3-5-2 infatti è molto al limite, visto che i due esterni di fatto sono i quinti della difesa, ma poi devono farsi trovare pronti per attaccare il secondo palo nell’area avversaria. Vedi il gol dello stesso Perisic a Firenze. E il reparto in cui stazionano di meno è proprio il centrocampo. Di fatto Ivan e Hakimi fanno i pendolini non nel breve, ma dovendo coprire 80 metri a tratta.

Cifre folli

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Le cifre non dicono tutto ma qualche indicazione la danno. Analizzando le prime 17 presenze stagionali (di cui 9 da titolare), rispetto alle ultime 4, tutte dal 1′, Perisic passa da una media tiri nello specchio di 0,2 a 1; la media occasioni create da 0,9 sale a 2, quella dei passaggi da 15,8 a 30,3, mentre quella dei palloni giocati lievita da 27,6 a 54. Di fatto un Perisic che si fa in due e che si raddoppia nelle cifre.

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