Pellissier ha un sogno: “Ho rifatto il Chievo. Ora vado in campo, e torniamo lassù”

L’ex bomber ha fondato la Clivense, che gioca in Terza Categoria e raccoglie l’eredità, nei valori, della società di cui è stato bandiera per vent’anni: “Mi sto rimettendo in forma per giocarne almeno una. In 5 anni vogliamo tornare tra i pro. Campedelli? Non so se chiariremo, non ci parliamo più…”

“La Clivense è nata per tutte quelle persone che ancora credono nelle favole”. È tranquillo, mentre lo dice, Sergio Pellissier. La frase è bella. Sembra presa da un romanzo invece è tutta sua. Il concetto sta lì, piantato nella testa e lo ripete molte volte, sempre in una vesta nuova. Si percepisce che è orgoglioso della sua creatura. A 42 anni, dopo aver provato a salvare il Chievo, poi scomparso dal professionismo, ha fondato una nuova società con la consapevolezza che sarebbe dovuto ripartire dalla Terza categoria. L’ultimo campionato italiano. L’ha pensata e plasmata, adesso la vuole portare in alto. Doveva chiamarsi Chievo 1929 o Chievo 2021, finché una diffida non l’ha costretto a orientarsi altrove, senza rimandi evidenti alla squadra che per vent’anni (capitano, 517 presenze, 139 reti) è stata casa sua.

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