Niente stelle, tanto pubblico, nuovo c.t.: ecco la Svizzera che troviamo

Yakin sostituisce Petkovic, ma contro gli azzurri non avrà Shaqiri, Gavranovic, Embolo e Mbabu. A Basilea tutto esaurito

Negli occhi ancora lo 0-3 dell’Olimpico: Locatelli goleador scatenato, Petkovic con le idee un po’ confuse e la paura che l’avventura europea finisse qui. Invece è la svolta: la Svizzera riparte, supera facile il Galles e, senza più niente da perdere, fa tremare le grandi. Negli ottavi elimina la Francia ai rigori. Sempre dal dischetto manca la semifinale con l’Italia, ma resiste 120’ contro la Spagna. Domanda: quale delle due versioni ritroveranno domani gli azzurri nel fortino di Basilea?

Mezza squadra out

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Comunque una Svizzera diversa. Dopo sette anni, e 78 partite, Vladimir Petkovic ha lasciato la panchina a Murat Yakin: 49 presenze in nazionale da difensore, debutto vincente da c.t. mercoledì in amichevole con la Grecia (2-1). Sperava in un avvio più rilassato, ma i problemi non gli mancano. Cominciando dagli assenti. Freuler sconta la squalifica per il “rosso” contro la Spagna, Xhaka senza vaccino s’è preso il Covid; la mediana titolare è saltata. E poi: Shaqiri è decisamente fuori condizione, al punto di essere rispedito a Lione; Embolo, Mbabu, Gavranovic e Benito sono infortunati. Complicato anche fare la formazione.

Difesa a quattro?

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Yakin s’è presentato alla squadra senza annunciare rivoluzioni. Non ce n’è bisogno. Ha spiegato che vorrebbe una difesa più attiva e “alta” rispetto a quella del predecessore, e probabilmente schierata con una linea a quattro classica. Contro i greci, però, ha provato anche “a tre” come Petkovic. Potrebbe affrontare l’Italia con un 4-2-3-1. Soltanto la difesa è quella titolare: Sommer in porta, Widmer e Rodriguez esterni, coppia centrale Elvedi-Akanji. Quindi comincia l’operazione mosaico: Zakaria e Sow (o Aebischer) in mediana, Vargas-Fassnacht-Zuber sulla trequarti, Seferovic centravanti. Alternativa: un mediano in più per proteggersi, con Fassnacht spedito in panchina.

Lezione bulgara

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La sfida all’Europeo ha spiegato la differenza di valori, con la complicità di una Svizzera che a Roma voleva giocarsela alla pari lasciando spazi pericolosissimi all’Italia. Yakin non ha intenzione di stravolgere la filosofia “giochista”, però la Bulgaria potrebbe aver indicato una strada: contro difese schierate e affollate, l’Italia non ha velocità di circolazione e fantasia necessarie per segnare. Non di questi tempi.

Fort St.Jacob

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Si gioca al St.Jakob-Park di Basilea, “fortino” della nazionale. Si va verso il tutto esaurito, 35mila spettatori circa, atmosfera calda, voglia di rivincita. Non perdiamo con la Svizzera da ventotto anni. È la squadra che abbiamo affrontato di più: 59 confronti in totale, appena 8 sconfitte.

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