Nasce la nuova Juve: quali saranno le prime mosse

A 51 giorni dalle dimissioni del presidente Andrea Agnelli e di tutto il Cda della Juventus, che ha compiuto il grande passo per permettere alla società di difendersi meglio alla luce anche delle divisioni interne, stamattina si insedia la nuova governance bianconera. Sarà l’assemblea degli azionisti, riunita all’Allianz Stadium, ad eleggere i cinque membri di un Cda decisamente più snello del precedente e composto soltanto da figure tecniche, esperte di amministrazione, impresa e diritto. A partire dal nuovo presidente, il commercialista Gianluca Ferrero, e dal nuovo ad Maurizio Scanavino, uomini di fiducia di John Elkann, come del resto Diego Pistone, fedelissimo del gruppo Fiat e figura operativa di garanzia nell’ambito della finanza, mentre Fioranna Negri, che vanta una carriera di lungo corso, è l’esperta dei conti e Laura Cappiello è l’avvocato esperto di diritto societario.

Le quattro battaglie giudiziarie

Un inizio subito in salita per il nuovo Cda, che non avrà sicuramente il tempo di annoiarsi. Quarantotto ore dopo l’insediamento la Juventus sarà già nelle aule giudiziarie: a Roma il tribunale federale dovrà decidere se accogliere o respingere la richiesta di revoca parziale della sentenza di assoluzione del 2022 per le società, tra cui il club bianconero, coinvolte nel processo sulle plusvalenze. Sarà solo la prima tappa delle quattro battaglie giudiziarie (oltre a quella federale c’è l’inchiesta della Procura di Torino con l’udienza davanti al Gup Marco Picco fissata per il 27 marzo, quella della Consob e quella della Fifa) che Ferrero condurrà. La strategia difensiva vede il club pronto a controbattere in maniera forte e decisa su ogni questione perché pensa e crede di aver operato nella maniera giusta sui bilanci (questione plusvalenze e manovra stipendi) e vuole dimostrarlo.

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Non solo le aule di tribunale

Ma non si fermerà alle aule di tribunale la missione del nuovo Cda bianconero: con Scanavino, amministratore di rigore, si cercherà di dare vita a una nuova gestione amministrativa. L’obiettivo è quello di razionalizzare i costi visto il rosso (238 milioni) dell’ultimo bilancio (quello del 2021-22 riscritto due volte dopo le indicazioni della Consob), senza tuttavia intaccare la competitività della squadra. Abbassare il monte ingaggi è fondamentale per arrivare alla sostenibilità economica: certi rinnovi onerosi non saranno più concessi, o si dovranno meritare sul campo, e Scanavino continuerà l’opera portata avanti già da Arrivabene e Cherubini. Si punterà sui giovani, che potranno dare linfa alla prima squadra ma essere anche merce di scambio o portare contanti in cassa per qualche colpo di mercato. Si cercherà anche di ottimizzare il brand e trovare un nuovo sponsor di maglia: non dimentichiamo che Scanavino è entrato nel gruppo Fiat occupandosi di marketing e promozione del marchio. L’accordo con Jeep, iniziato nel 2012-13 si concluderà nel giugno 2024 e, finora, non ci sono stati segnali di un possibile rinnovo.

Il futuro dell’area sportiva

Toccherà ancora a Scanavino ristruttura l’area sportiva, creando un nuovo gruppo di lavoro. Dopo essere al lavoro da mesi, stamattina Ferrero e Scanavino si insedieranno ufficialmente. Prima però ci sarà il commiato di Andrea Agnelli: l’ex presidente in questi giorni ha salutato dipendenti e squadre. Si chiude un’era durata quasi 13 anni che ha portato 30 trofei in bacheca.

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