Masina, il Torino, la filosofia e la cultura del lavoro

TORINO – «Quando ho parlato con l’allenatore Ivan Juric, e gli ho chiesto cosa cercasse da un giocatore come me, lui candidamente mi ha risposto: “Tutto!”»: così parla Adam Masina, jolly della difesa arrivato al Toro per agire prevalentemente da braccetto di sinistra, ma nel caso anche da esterno.

Masina, il Liceo e Padelli

Bello, ascoltarlo sintetizzare il ruolo di calciatore con quello di uomo attratto dalla filosofia: «Al liceo avevo proposto una tesi su dualismo e sintesi tra corpo e anima». Il primo ultimamente è ceduto sotto qualche infortunio («Ma adesso sto bene»), la seconda è decisamente luminosa: «La filosofia è una passione che nutro grazie a un professore del liceo che me l’ha fatta amare. E tra i calciatori sempre di più sono quelli con una mente raffinata e disposti a confrontarsi su determinate tematiche. Penso ad esempio a Daniele Padelli, che ben conoscete, o a Marco Silvestri con i quali ho lavorato a Udine».

Masina, Juric e il debutto nel Toro

Masina l’italiano – che ha scelto come nazionale quella marocchina nel 2021, ma vanta 6 presenze nell’Under 21 azzurra – è stato immediatamente utilizzato da Juric, contro la Salernitana: «Una gara un po’ sfortunata, avessimo concretizzato una sola occasione la partita sarebbe cambiata. La strada è comunque giusta, questo è un gruppo con una grande cultura del lavoro siamo fiduciosi di fare bene fin dalla prossima uscita contro il Sassuolo».

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