Manfredonia: “Tonali? Oggi Under 21 ma servirà tanto a Mancini. Ma con Pirlo c’entra poco…”

L’ex responsabile del settore giovanile del Brescia lo ha visto crescere: “Aveva personalità indiscussa: lo segnalai a Piscedda che allora guidava l’Italia B, lo convocò al Torneo Caput Mundi, fu il migliore”

Francesco Pietrella

10 ottobre – Milano

Parola chiave: conteso. Più di “talento” e “predestinato”, perché gli ultimi di giorni di Sandro Tonali sono stati un po’ movimentati. Immaginiamo così il dialogo tra Mancini e Nicolato: “Paolo, vorrei far giocare Sandro contro la Spagna”. “Lo so, ma servirebbe anche a me”. “E allora va bene dai, sarà per la prossima”.

Alla fine Tonali è rimasto con l’Under 21, e alla prima gara utile ha sfornato un paio di assist. L’Italia ha vinto 2-1 con la Bosnia, lui ha giocato la solita partita da 7 in pagella. Non è più una notizia ormai. ‘Sandrino’ și è preso la mediana del Milan per non uscire più. “Diventerà un giocatore molto utile a Mancini, fidatevi”. Parola di Lionello Manfredonia – una vita in campo tra Lazio, Roma e Juve -, ex responsabile del settore giovanile del Brescia dal 2015 al 2017.

Uno dei primi a notare Sandro, quindi.

“Lui è un 2000, lo facevo giocare sotto età con i ’99. Molti non erano convinti, compreso il mister degli Allievi. Poi ha giocato a Vicenza…”.

E stregò anche i più scettici.

“Campionato Allievi, perdiamo 2-0, poi Sandro accorcia le distanze e… si rompe il naso! Nonostante tutto è rimasto in campo, ha segnato il gol del pari e addirittura la rete del 3-2 con un bel colpo di testa. Un rimonta incredibile, arrivata con un naso rotto poi. Quel giorno ha dimostrato personalità, carattere, mentalità di un certo tipo, e ogni gol segnato mi ha dato l’impressione di un ragazzo che avrebbe fatto strada”.

Quanto fu determinante per il suo percorso?

“Le nazionali giovanili non l’avevano ancora notato, così chiamai il mio amico Massimo Piscedda. Abbiamo giocato insieme alla Lazio, a quei tempi allenava l’Italia B. Non conosceva Sandro, ma gliene parlo bene. Lui si fida e lo convoca a Roma per il torneo Caput Mundi”.

Un trionfo.

“L’Italia vinse il torneo, Sandro il premio di miglior giocatore. Da lì è stato tutto in discesa…”.

Somiglia davvero a Pirlo?

“Poco, Sandro ha altre caratteristiche. Può giocare in un centrocampo a due o a tre, credo sia più una mezzala che un regista. Sa fare gol, ha una buona tecnica, è bravo anche nel gioco aereo. A Vicenza, del resto, segnò proprio in quel modo”.

Pioli l’ha trasformato.

“Io e Stefano abbiamo giocato insieme alla Juve, è l’allenatore ideale per Tonali. Il suo è un calcio propositivo, in più con i giovani ha il giusto feeling. Il primo anno in rossonero non è stato facile, ma capita ovunque, ora è diventato una certezza e uno dei meriti è proprio di Pioli”.

È il futuro dell’Italia?

“Sarà molto utile a Mancini. Sandro in mezzo gioca dappertutto”.

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