Lulic: “Guardavano Klose, nessuno puntava su di me. 26 maggio? Ora ho capito…”

Senad Lulic, capitano della LazioSenad Lulic, capitano della Lazio

ROMA – L’eroe del 26 maggio è tornato. Senad Lulic è a tutti gli effetti un nuovo acquisto per mister Inzaghi, che sull’esterno bosniaco non ha potuto puntare nella prima metà di stagione. Il capitano biancoceleste è stato ospite della trasmissione “Tell me” in onda su Lazio Style Channel in cui ha raccontato tanti aneddoti legati alla sua carriera da quando è approdato nella capitale: “Sono alla Lazio da quasi 10 anni, sono stato avvantaggiato perché conoscevo già l’italiano, parlandolo a Bellinzona. Ogni anno il mio amore per questa squadra cresce. Mi ricordano spesso del mio esordio a San Siro, vista quella prestazione la gente non si aspettava molto da me. Puntavano tutti su calciatori come Klose, Cana o Cissé. Grazie a questa poca considerazione iniziale ho potuto lavorare in tranquillità, dimostrando il mio valore negli anni”.

Il numero 19 biancoceleste ha ricordato il periodo della guerra: “Ero una bambino di sei anni, mi ricordo tante cose. E’ stato un periodo bruttissimo, ecco perché nell ’98 ci siamo trasferiti in Svizzera. Uscivo a giocare con gli altri bambini, ma quando partivano le sirene che annunciavano un bombardamento dovevamo scappare. La guerra ti cambia, ti fa capire quanto siano importanti le cose che ho adesso. Insegnerò ai miei figli ad apprezzare quello che hanno”.

Senad Lulic in allenamento a Formello
Senad Lulic in allenamento a Formello

Inevitabili delle battute sul 26 maggio: “Sono state emozioni incredibili. Era una finale particolare. Mi ricordo gli occhi di calciatori come Ledesma e Mauri, loro erano qui da un po’ e traspariva quanto fosse importante quella partita. Io non avevo la stessa pressione. Oggi sento tantissimo il derby. Per fortuna che avevo la mente sgombra quel giorno, sicuramente mi ha aiutato”.

Lulic ha parlato anche dei successi più recenti: “La Supercoppa del 2017 la ricordo come una serata straordinaria. Per me è stato un orgoglio scambiare il gagliardetto con Buffon, un mito che potevo guardare solo in tv. E’ stato stupendo alzare quella coppa di fronte a campioni così affermati. Mi rimarrà per tutta la vita l’immagine della gente che ci ha accolto a Formello dopo il successo. Quando ho segnato durante la Supercoppa del 2019 per me è stato un sollievo, perché il gol dei bianconeri era stata colpa mia. E’ stata una soddisfazione incredibile battere la Juventus 2 volte in 14 giorni. Ci ha aiutato ad acquisire una consapevolezza importante e ci ha fatto credere di essere davvero forti”.

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