La Roma “molla” Villar. E il Principe Giannini approva: “In due anni cosa ha fatto?”

Con Mou è un comprimario, ma lo cerca l’Inter, piace ad Allegri e interessa a Samp e Sassuolo. Con la formula giusta andrà via. Una scelta condivisa dall’ex bandiera giallorossa: “Il solo palleggio non basta, non è adatto al gioco del suo allenatore…”

Con Paulo Fonseca ha giocato 58 partite in un anno e mezzo; con José Mourinho è fermo a 6. In campionato Gonzalo Villar non si è mai visto e sembra un paradosso ripensare alla scorsa stagione quando, per lui, si parlava di Barcellona e di nazionale spagnola. Adesso nella Roma è un comprimario, ma lo cerca l’Inter, piace ad Allegri e interessa a Samp e Sassuolo. Il mercato non gli manca, la fiducia forse un po’ si e la Roma sta valutando bene cosa fare: cederlo è una possibilità concreta, ma a Trigoria vogliono monetizzare. Ora o in futuro. Per questo l’idea è di cercare una formula alla Under-Pau Lopez: prestito con riscatto obbligato a certe condizioni. Viene da sé che le condizioni è più facile maturarle alla Samp invece che all’Inter, ma poi c’è anche la volontà del ragazzo. Un ragazzo piuttosto ambizioso, come giusto che sia, che fatica a capire come sia passato da titolare a ultima delle riserve.

PREGI E LIMITI

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“Cambiano gli allenatori, le esigenze e le caratteristiche, ci sta una scelta del genere”, spiega Peppe Giannini. Della Roma, il “Principe”, è stato capitano e bandiera, oggi è un allenatore, ieri un centrocampista molto tecnico che segnava e mandava in porta i compagni. “E credo – ammette – che questo sia un po’ il limite di Villar: il ragazzo non mi dispiace, ha tecnica, piede, è un buon palleggiatore. Ma siamo onesti: in due anni di Roma quanti gol e assist ha fatto? Non dico che tutti i centrocampisti debbano essere moderni, box to box, incontristi. Ma chi ha queste carenze diciamo dinamiche deve sopperire con altre cose, il solo palleggio non basta. Per questo capisco Mourinho, Villar non mi sembra adatto per il suo gioco e per quello che José chiede. Per quello che voleva Fonseca, invece, andava bene”.

POCHI VANTAGGI

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Sembra, tra l’altro, che tra Mou e Gonzalo il feeling non si proprio scattato, ma Giannini in questo discorso non entra: “Non so se il ragazzo possa avere delle pecche caratteriali, non lo conosco e non mi permetto di giudicare. Dall’esterno mi sembra che non sia un problema personale, ma tattico. In alcune volte Villar ha dribblato al limite dell’area, ma in determinati momenti devi rischiare il minimo. Non tutti fanno le due fasi benissimo, ma con la tecnica devi portare vantaggi alla tua squadra e questo mi lascia un po’ pensare perché non è sempre successo. Per cui – conclude Giannini – capisco che il ragazzo voglia andare a giocare, ma capisco anche Mourinho sinceramente. Io avrei fatto lo stesso”. Da allenatore o da giocatore? “Da allenatore”.

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