La media punti di Mou la peggiore da 7 anni. Mancini e Mkhitaryan, che delusioni

I numeri, sia in campionato che in Europa, condannano la Roma dello Special One. Tra le note positive Pellegrini, Rui Patricio ed El Shaarawy

I punti in meno sono cinque rispetto ad un anno fa (sei sul campo considerando quello tolto dopo la sconfitta a tavolino di Verona). La media punti è la peggiore degli ultimi sette anni, visto che la Roma di Mourinho è a 1,583 di media, ovvero 19 punti in 12 partite. Peggio di Garcia, Spalletti, Di Francesco, Ranieri e Fonseca. Persino Andreazzoli. I numeri, senza dubbio, non sono dalla parte di Mourinho e non è che in Europa le cose vadano meglio: un anno fa, in Europa League, i punti dopo quattro partite erano 10 e il girone era in cassaforte, oggi sono sette e il primo posto, occupato dal Bodo, a forte rischio. In campionato la Roma aveva fatto 27 gol (adesso è a 21) e ne aveva incassati 14, uno in meno di questa stagione. Anche in questo caso, il bilancio è quindi negativo.

Il migliori

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Pellegrini: il capitano della Roma è stato senza dubbio l’anima e il trascinatore della squadra in questa prima parte di stagione. Ha giocato bene, ha segnato (8 gol), si è caricato il gruppo sulle spalle ed è diventato quel leader che i tifosi aspettavano da tempo. Il rapporto con Mourinho e la delusione per l’Europeo sfumato all’ultimo lo hanno trasformato e se nelle ultime apparizioni è stato meno brillante è solo perché ha giocato con un dolore al ginocchio.

Rui Patricio: è stato il primo e vero e unico acquisto richiesto espressamente da Mourinho. Non è stato pagato poco: 11.5 milioni per il cartellino e tre anni di contratto a oltre tre milioni sono tanti per un giocatore di 33 anni, ma finora non ha sbagliato praticamente nulla. Al netto di qualche sbavatura (non impeccabile sulla punizione di Ibra all’Olimpico, ad esempio) il portiere portoghese con le sue parate e il suo carisma è un giocatore imprescindibile.

El Shaarawy: non è partito titolare, sulla carta prima di lui c’era persino Carles Perez a inizio stagione, ma il Faraone si è messo sotto, soprattutto fisicamente, e ha recuperato in fretta condizione e gerarchie. Mou ha iniziato a dargli fiducia prima da subentrato e poi da titolare e lui ho ripagato con 6 gol: 2 in campionato e 4 in Europa, in cinque partite. La sensazione è che se continuerà così presto potrebbe arrivare anche una nuova convocazione in Nazionale.

I peggiori

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Mkhitaryan: senza dubbio non lo ha aiutato la condizione fisica, visto che spesso ha giocato in condizioni imperfette, ma l’armeno è sembrato lontano parente del giocatore visto un anno fa. Il ruolo di enorme sacrificio a cui lo costringe Mourinho non è facile, soprattutto a 32 anni, ma i numeri sono pessimi: due gol in quindici partite, in campionato è stato sostituito al 45’ contro Cagliari e Milan e non ha giocato a Venezia.

Mancini: sedici partite stagionali, sempre presente in campionato dove non ha saltato neppure un minuto. Nonostante sia tornato in Nazionale, soprattutto nelle ultime settimane il centrale della Roma non è stato in grado di reggere una difesa che è andata spesso in difficoltà, soprattutto sui calci da fermo. È il vice capitano e il leader del reparto, il centrocampo che fa poco filtro non lo aiuta, così come non lo aiuta giocare sempre. La partita contro il Venezia, con due errori grossolani (la marcatura strappata da Ceccaroni sul primo gol e la linea del fuorigioco sul 3-2) sono la foto del momento, ma per Mourinho è un intoccabile e di lui si fida al 100%.

Vina: il sudamericano ha davvero tante attenuanti. Da quando è arrivato ha giocato sempre, a volte dopo essere sbarcato dal Brasile poche ore prima, e ha stretto i denti in più occasioni nonostante alcuni acciacchi muscolari. Nessuno gli chiede di essere Spinazzola, in attacco ha anche buone intuizioni, ma in difesa lascia spesso a desiderare e dalla sua parte, spesso, si aprono praterie per gli avversari.

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