La doppietta d’autore del Toro per la carica dei 101: “Ci tenevo ad alzare un’altra coppa”

Lautaro, al 100° e 101° gol in nerazzurro, premiato miglior giocatore della finale: “Contentissimo perché è dallo scudetto di due anni fa che continuiamo a vincere, a portare trofei a questa grande società”

Ricordate il digiuno del Toro? Dopo il gol al Lecce del 5 marzo, cinque partite senza trovare il fondo della rete. Ci può stare. Ma se ti chiami Lautaro Martinez sono troppe. Perché ci si aspetta sempre il massimo da chi ha ricevuto tanto da madre natura. Il talento non può restare ingabbiato a lungo. Ecco allora che il 23 aprile l’argentino torna a esultare. Lo fa con una rete al Castellani nel 3-0 dell’Inter all’Empoli. E poi non si ferma più: due doppiette con Lazio e Verona, un gol al Sassuolo, due al Milan nelle semifinali di Champions, equamente ripartite tra andata e ritorno. Poteva non lasciare il segno in finale di Coppa Italia? Ma per favore… Il primo gol alla Fiorentina è arrivato su un filtrante di Brozovic, un bel diagonale, roba che ha nel suo arsenale. Il coniglio dal cilindro lo ha estratto col secondo: una mezza girata al volo su perla di Barella. Sono state le reti numero 100 e 101 in maglia nerazzurra.

le parole

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“Sinceramente sono emozionato – dice Lautaro ai microfoni di Mediaset poco dopo essere stato premiato come il “man of the match” – Sono contentissimo perché è dallo scudetto di due anni fa che continuiamo a vincere, a portare trofei a questa grande società. Dobbiamo continuare così, ci tenevo ad alzare un’altra coppa, perché in questo sport conta vincere. I compagni sono stati bravissimi, abbiamo giocato male i primi 15′, poi abbiamo approcciato la gara come avremmo dovuto fare dall’inizio e ribaltato risultato. Siamo contenti di aver tenuto la Coppa a Milano. Io voglio continuare così, dando il mio contributo alla squadra per continuare a vincere”.

Mondiale

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C’era chi temeva che Lautaro fosse tornato dal Qatar con la pancia piena. Dopotutto aveva vinto il Mondiale, ci poteva anche stare. Ad aprile l’appannamento dell’attacco nerazzurro sembrava aver coinvolto anche lui. I nerazzurri tiravano a ripetizione in porta, ma la palla non voleva saperne d’entrare. Quando la maledizione è svanita, si è aperta la diga. E l’Inter è volata in finale di Champions. Una decina di giorni fa è arrivato anche il “sì” con la sua Agustina, in gran segreto, un blitz in Comune a Milano per celebrare la loro unione. Manca solo la ciliegina sulla torta, magari una rete a Istanbul il 10 giugno, ma che sia pesante, che valga per alzare la Champions. A quel punto non gli resterebbe veramente più nulla da conquistare, avrebbe il mondo ai suoi piedi. Piedi fatati.

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