Juve, serve una risposta al Napoli per il terzo posto: ecco quanto vale

Risaliti da -16 a -1 prima dell’anticipo di Spalletti col Sassuolo, i bianconeri mettono nel mirino un posto sul podio del campionato non solo per chiudere con un piazzamento migliore della scorsa stagione: in gioco ci sono anche i milioni dei premi di Lega e del market pool della Champions

La Juventus non è mai stata vicina al terzo posto come nell’ultima settimana, prima dell’anticipo del Napoli col Sassuolo, quando un punto in tre partite dei partenopei aveva fatto arrivare Allegri col fiato sul collo a -1 da Spalletti. In Serie A, a differenza che all’Olimpiade, sul podio ci stanno in quattro: quelle che vanno in Champions League, e l’asticella degli obiettivi giustamente è tarata di conseguenza. Ma il terzo posto non è un obiettivo solo platonico, per motivi sportivi e anche economici.

PER ALLEGRI

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La Juve già sa che anche nel migliore dei casi, vincendo tutte le ultime quattro partite, arriverebbe al massimo a 78 punti in classifica, che eguaglierebbe la stagione di Andrea Pirlo. Chiudere terzi con la Champions al sicuro da tempo sarebbe comunque un modo per differenziare il bilancio di questo campionato rispetto al quarto posto agganciato last minute la scorsa stagione. “Chiudere terzi avrebbe un significato importante – ha detto lo stesso Massimiliano Allegri prima del Venezia -. Il 10 gennaio eravamo in una posizione di classifica brutta, siamo stati anche in una posizione peggiore attorno al decimo posto. Nel frattempo il lavoro ha prodotto risultati e questa rincorsa: vediamo se riusciamo a prendere il Napoli, una squadra che ha lottato fino a ieri per lo scudetto, e che ora cercherà di rifarsi e fare più punti possibili da qui alla fine del campionato”.

DA -16

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In realtà il 10 gennaio la Juve non era messa malissimo, quinta a -4 dall’Atalanta quarta e -5 dal Napoli terzo, anche se oggi col senno di poi è più facile dirlo sapendo che di lì a qualche giorno sarebbe arrivato Dusan Vlahovic e che in quel momento non si era neanche a metà di una serie di risultati utili che era già cominciata ma che avrebbe toccato 16 partite di fila e tre mesi e mezzo senza sconfitte. Avrebbe però potuto essere ben peggiore la classifica, e forse irrimediabilmente, se il giorno prima, il 9 all’Olimpico, non fosse arrivata quella rimonta da 3-1 a 3-4 in 8 minuti con la Roma che a suo modo ha girato la stagione bianconera. Ma il punto più basso era stato a ottobre, dopo la doppia sconfitta con Sassuolo e Verona, a metà graduatoria esatta con 15 punti in 11 giornate e soprattutto -16 dal Napoli. Che allora era primo alla pari col Milan e che da allora ha perso 15 di quei 16 punti di vantaggio sulla Juve.

QUESTIONE DI SOLDI

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Ma come detto il terzo posto non è solo questione di soddisfazione sportiva che comunque, nella scala delle priorità Juve, arriva evidentemente molto dopo l’obiettivo coppa Italia. Il piazzamento sposta anche dei denari, per la Signora. Che non cambierà molto per chi scende in campo, ma qualcosa per il club sì, 4,6 milioni di euro per la precisione, e dunque il focus dell’ambiente è chiaro. Chiudere al quarto posto infatti varrebbe 16,2 milioni per la Juventus tra premi di Lega (14,2 milioni) e market pool Champions (2 milioni). Chiudere terza porterebbe invece 20,8 milioni (16,8 più 4). Considerando anche la differenza tra giocare la finale di coppa Italia (1,2 milioni) e vincerla (2,8 milioni), in queste ultime tre settimane di stagione la Juve si gioca più di 6 milioni, 6,2 per l’esattezza. Che non cambiano la vita ma di questi tempi anche ai conti bianconeri fanno comodo per dare più agio a una trattativa per l’acquisto di un giocatore o per l’intesa su un contratto.

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