Juve nei guai: tutti i dubbi di Allegri per il Chelsea

Era iniziata come una festa. Con Paulo Dybala a disegnare calcio, prima di fermarsi a causa di quella coscia sinistra sempre più delicata. Si è accorto subito di essersi fatto male, male davvero. Le lacrime che non è riuscito a trattenere hanno condizionato la Juve molto più della pioggia che dopo poco ha ripreso a battere sull’Allianz Stadium. Sicuramente salterà almeno le prossime due partite contro Chelsea e Toro, la paura di una lesione è concreta e solo gli esami strumentali in programma oggi potranno dire qualcosa di più. «Dispiaciuto per aver lasciato il campo, ma felice per la vittoria. […] Non solo. Siccome piove sempre sul bagnato e ieri a un certo punto pioveva parecchio, si è fermato anche Alvaro Morata. Un problema muscolare alla coscia destra è quello che ha accusato lo spagnolo, proprio un attimo prima della sostituzione forse lo sforzo decisivo con un tiro dopo l’ultimo scatto di una lunga serie. Anche per Morata solo oggi gli esami strumentali, preoccupa meno dell’argentino, ma anche per lui la prima sentenza è già arrivata al termine della vittoria con la Sampdoria, è firmata Allegri: come Dybala anche Morata salterà sia la partita col Chelsea che il derby di sabato prossimo.

Dybala, gol e ko: lascia Juve-Sampdoria tra le lacrime

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Dybala, gol e ko: lascia Juve-Sampdoria tra le lacrime

Allegri studia la Juve anti Chelsea

[…] Oggi gli esiti degli esami strumentali per il verdetto definitivo, oggi la Juve comincerà subito a lavorare per cambiare volto al proprio attacco e non soltanto. Se si fosse fatto male solo uno tra Morata e Dybala, sarebbe stato più semplice capire come voltare pagina: è Moise Kean il sostituto naturale dello spagnolo, è Dejan Kulusevski ad accoppiarsi sulla lavagna con l’argentino. Il tempo di affidarsi ai giovani, quelli veri o quelli che giovani non lo sono più, è insomma arrivato. Ma dovendo fare di necessità virtù, Allegri può proprio cambiare tutta la Juve, mettendo al centro quel Federico Chiesa che ora più che mai sarà chiamato a trascinare i bianconeri. L’idea di lanciarlo come seconda punta già da tempo stuzzica Allegri, sia che decida di insistere sul 4-4-2 asimmetrico dell’ultimo periodo, sia che possa rispolverare già dal 1′ il caro vecchio 3-5-2 (o 5-3-2 per usare le parole della vigilia di Max) come nell’ultima fase del match di ieri.

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