Inter, Nainggolan si può regalare, Eriksen no. E con 20 milioni si fa all-in su De Paul

Il belga si sarebbe svalutato con altri 6 mesi di tribuna, la cessione del danese deve invece portare soldi da reinvestire. Magari sull’argentino dell’Udinese

L’Inter ha cambiato strategia, inevitabile. A fine settembre aveva detto no a una proposta del Cagliari sotto i dieci milioni per Radja Nainggolan, ne chiedeva almeno 12 e non ha mollato di mezzo millimetro. A fine dicembre ha aperto al trasferimento in prestito secco, con l’ingaggio fino a giugno (circa due milioni netti) quasi totalmente a carico di Giulini. Dov’è l’errore, soprattutto, c’è un errore? No che non c’è, si tratta di una strategia che inevitabilmente cambia. Possibile che, in questo caso, si modifichi nel giro di tre mesi? Sì possibile: se non riesci a vendere casa perché i prezzi sono alti, almeno la dai in affitto. E nel caso specifico eviti di pagare oltre 300 mila euro netti al mese da oggi fino al 30 giugno. E’ un modo per risparmiare, per rientrare, per non sperperare, per evitare che siano altri sei mesi di incomprensione: tanto, si era capito come funziona tra Conte e Nainggolan. Altri sei mesi di Inter li avrebbe visti vivere da separati in casa o quasi. A Cagliari troverà un allenatore che lo stima (Di Francesco) e ci guadagnerà anche l’Inter. Prestito secco senza opzioni: significa che a fine giugno Radja potrebbe tornare alla base con metà campionato alle spalle magari di gran rendimento, si chiama rivalutazione. E con mesi giusti alle spalle, anche il cartellino acquisterebbe valore, a un anno dalla scadenza con i nerazzurri. Se avesse fatto panchina e tappezzeria tra la Pinetina e San Siro, la quotazione di Nainggolan tra i sei mesi sarebbe stata molto vicino alla zero. Ecco perché Zhang è passato da “non regaliamo i cartellini” a “scarichiamo almeno l’ingaggio”: il mercato sta cambiando davvero per tutti.

COSA CAMBIA CON ERIKSEN

—  

La scaletta da seguire nel caso di Christian lo scontento è completamente diversa. Intanto guadagna 7,5 a stagione e non poco più di 4, ha un contratto in scadenza nel 2024 e non tra un anno e mezzo, è arrivato appena lo scorso gennaio e non una vita fa. Quindi, bisogna stare molto attenti a non buttarsi dal ventesimo piano del grattacielo con il rischio di non trovare il materassino sotto. Sarebbe un autogol, questi autogol l’Inter di solito non li fa. La perfezione sarebbe quella di trovare un estimatore che direttamente venga a prendere il cartellino per una cifra non inferiore ai 20-22 milioni, il modo migliore per ammortizzare un non utilizzo lungo dodici mesi malgrado aspettative straordinarie. In questo modo, l’Inter avrebbe la possibilità di andare a scegliere l’eventuale sostituto partendo da un presupposto fondamentale: a gennaio puoi avere i soldi ma spesso non bastano per convincere il club proprietario del cartellino che ti interessa, per esempio l’Udinese nel caso di De Paul. L’argentino resta un obiettivo concreto anche per l’estate, un altro argentino (Gomez) è al centro delle diatribe con l’Atalanta e bisogna attendere. Se avesse i soldi da spendere, significa che Eriksen è andato in Premier o al Psg dietro esborso e senza scambi. Se proprio fosse necessario scambiare una bella figurina con un’altra, ben venga eventualmente Paredes che a Conte piace. Ma noi pensiamo che l’autonomia, quando devi scegliere un centrocampista o un attaccante, sia una condizione imprescindibile. Ecco perché auguriamo all’Inter di cedere Eriksen, incassando i soldi che ha in mente di riprendere dopo l’investimento dello scorso gennaio. Sarebbe un bel modo per essere liberi nelle scelte successive, dopo aver cambiato giustamente strategia e aver mandato Nainggolan a giocare nel rispetto di una filosofia diversa rispetto a tre mesi fa.

Precedente Pastore, la luce in fondo al tunnel: ora il rientro in gruppo, e a giugno... Successivo CR7 torna al lavoro: "Batterie cariche, pronto per inseguire i nostri traguardi"

Lascia un commento