Inter: Dzeko e poi? Inzaghi ha tre alternative in vista della Lazio

Rebus attacco per il tecnico nerazzurro. L’incognita sudamericani, che rientreranno in extremis, costringe a valutare soluzioni alternative

Nonostante due settimane a disposizione per preparare la delicata sfida contro la Lazio, Inzaghi sarà costretto ad aspettare l’ultimo momento per disegnare la formazione che scenderà in campo all’Olimpico. Non c’è altra scelta. Il calendario affollato mette l’Inter e il suo tecnico in una posizione scomoda, al punto da dover sborsare una cifra vicina ai 100 mila euro solo per far rientrare in fretta e furia i suoi cinque sudamericani. Ma per rimediare alla coperta corta, soprattutto in attacco, bisognerà comunque lavorare di fantasia e attendere con il fiato sospeso l’esito delle sfide di qualificazione mondiale programmate in Sudamerica nella notte tra giovedì e venerdì. Nel frattempo, Inzaghi valuta uomini e schemi alternativi.

Opzioni a sorpresa

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L’unica certezza là davanti al momento è Edin Dzeko. Per quanto impiegato senza sosta fino a ora, il bosniaco dovrà attendere ancora prima di poter tirare il fiato. Tra gli attaccanti in giro con le rispettive nazionali sarà infatti il primo a rientrare, nonché l’unico ad avere a disposizione almeno tre giorni per recuperare e allenarsi con i compagni, quindi il posto al centro dell’attacco nerazzurro sarà suo anche sabato pomeriggio all’Olimpico. Accanto a lui, nel caso Lautaro non riuscisse a giocare, due opzioni suggestive. La prima prevede l’avanzamento di Calhanoglu per riproporre il 3-5-1-1 già sperimentato con successo contro il Genoa, con il turco impiegato nella posizione che fu di Sensi (il quale tornerà a disposizione, ma non sarà comunque in condizioni di giocare dal primo minuto).

A scoraggiare Inzaghi, in questo caso, è la penuria di uomini anche a centrocampo, dove l’unico disponibile nel ruolo di mezzala sarebbe Gagliardini (perché Vidal non rientrerà in tempo per essere arruolato). La seconda alternativa sarebbe quella di lanciare Satriano, finora impiegato solo in due spezzoni di gara (contro Genoa e Atalanta) per un totale di appena 14’ più recupero. Ma proprio per questo l’uruguaiano sarebbe un azzardo, per di più in una trasferta impegnativa come quella di Roma.

La tentazione

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La speranza di Inzaghi resta quella di poter utilizzare il Toro, per puntare sulla rodata coppia gol capace di andare a segno già undici volte. Ma tutto dipenderà dalle condizioni e dalla disponibilità dell’argentino, che sbarcherà in Italia meno di 24 ore prima del calcio d’inizio all’Olimpico con il peso di una partita già disputata poche ore prima. L’eventuale presenza di Lautaro dal primo minuto dipenderà esclusivamente dalla chiacchierata che avrà luogo sabato mattina tra l’attaccante e il tecnico.

La tentazione di chiamare il Toro agli straordinari è alta, ma si deciderà sulla base delle sensazioni, senza dimenticare quell’affaticamento muscolare che ha disturbato l’attaccante appena giunto in Sudamerica. D’altra parte, non ci sono molte altre alternative. Correa infatti rientrerà insieme a Lautaro, seppur con qualche minuto in meno sulle gambe. Per la sfida di giovedì notte contro il Perù, il ct argentino Lionel Scaloni punterà ancora sul Toro dal primo minuto, ma se le cose dovessero mettersi bene si riproporrà quasi sicuramente la staffetta con il Tucu già vista contro l’Uruguay. A Inzaghi non resta dunque che attendere sabato mattina prima di poter sciogliere il rompicapo in attacco e disegnare l’undici anti-Lazio.

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