Incredibile in Qatar: quasi un’ora di recupero in 4 partite! Ma cos’è cambiato?

Ad aprile il presidente Fifa Infantino aveva spiegato: “In ogni gara c’è molto tempo perso, va rivisto qualcosa perché gli spettatori pagano per vedere 90 minuti di calcio, mentre le gare durano 50”

61 minuti di recupero indicati dai tabelloni luminosi del quarto uomo (quelli giocati sono stati di più grazie al recupero del recupero) nelle prime quattro partite del Mondiale. Nel dettaglio: 5 più 5 nel match inaugurale, Qatar-Ecuador; 14 più 13 (sì, avete letto bene) in Inghilterra-Iran; 2 più 9 (sì, avete letto bene di nuovo) in Senegal-Olanda; 4 più 9 in Stati Uniti-Galles. Sembra… un altro sport rispetto a quello al quale siamo abituati in Serie A (nei nostri stadi quando il tabellone luminoso del quarto uomo indica un recupero superiore ai 5-6 minuti ci sono proteste o incredulità) e più in generale in Europa. E invece è il calcio in edizione Qatar 2022, un Mondiale che per volontà del presidente Infantino ha alcune peculiarità come il no alla fascia ‘OneLove’, che alcune nazionali volevano indossare in supporto ai diritti della comunità Lgbt, e appunto… i maxi recuperi.

retroscena di primavera

—  

Lo scorso mese di aprile a dire il vero Infantino aveva anticipato quello che sarebbe successo nella prima Coppa del Mondo in autunno della storia. Era successo nel corso di un’intervista a BeIN Sports nella quale aveva spiegato: “Bisogna fare una riflessione sul tempo effettivo di gioco. In ogni partita c’è molto tempo perso. C’è bisogno di rivedere qualcosa perché gli spettatori pagano per vedere 90 minuti di calcio, mentre le gare durano 50 minuti. Non dico di arrivare a 100 minuti, ma senza dubbio il tempo di recupero che concede l’arbitro deve essere legato strettamente ai minuti persi durante la partita”. Un modo per dire di no al tempo effettivo già entrato in vigore in altri sport (basket, rugby e football americano, tanto per fare tre esempi), ma anche per far dare una prima traccia di quello che sarebbe accaduto in Qatar. Il presidente della commissione arbitrale Fifa, Pierluigi Collina, non a caso qualche giorno prima del Mondiale aveva spiegato: “Vogliamo evitare partite con 42′ di tempo effettivo”.

Analisi

—  

Obiettivamente fanno scalpore i 27 minuti totali di extra time di Inghilterra-Iran di oggi: se i 14′ della prima frazione trovano una giustificazione nel grave infortunio alla testa del portiere iraniano Beiranvand, con uno stop totale di 12′ tra cure, ripresa del gioco e nuovo stop, i 13 minuti recuperati nella ripresa hanno poche spiegazioni. Maguire ha preso un botta in testa in uno scontro di gioco, ma il risultato era già di fatto ampiamente archiviato. E i 10′ concessi, diventati 13′ per il rigore assegnato all’Iran, sono sembrati un’esagerazione. Perplessità anche per i 13′ totali di Usa-Galles: d’accordo le sostituzioni e la perdita di tempo prima del rigore di Bale, ma 9′ (poi diventati 11) solo nella seconda frazione…

Precedente Ibra è sempre uno spettacolo: dopo Sanremo ecco che presenta Striscia la Notizia Successivo Urlo Usa con Weah, ma Bale rianima il Galles e trova il pari su rigore: è 1-1

Lascia un commento