Il Napoli torna a +7 sulla Juve: 2-0 alla Samp con Osimhen e il rigore di Elmas

Doriani in 10 dal 39’ per il rosso a Rincon. Polemiche per un rigore dato dal Var nel primo tempo: Audero risolve tutto parando il tiro di Politano. La capolista riparte e risale anche a +8 sul Milan in attesa del match di stasera fra rossoneri e Roma

Il Napoli riparte. Due a zero alla Samp, con un gol per tempo – Osimhen ed Elmas su rigore nella ripresa -, contro una Samp che paga a caro prezzo il fatto di avere giocato tutta la ripresa (e undici minuti del primo tempo) con l’uomo in meno per la sciagurata espulsione di Rincon nella prima frazione. La squadra di Stankovic si ferma, un’altra volta. Una gara giocata in un’atmosfera particolare: prima i cori, gli striscioni, le lacrime per Vialli e Mihajlovic, i sampdoriani tutti in campo per il riscaldamento con la maglia blucerchiata e il nove sulla schiena, i figli di Sinisa insieme al suo “fratellino” Stankovic a bordo campo per il minuto di silenzio. Ma poi c ‘è il campo, e la sentenza è stata netta e inappellabile. Vittoria che pesa per la capolista, Samp che resta nel limbo. La squadra di Spalletti è ripartita, rimessa a lucido nelle gambe e nella testa, e non era così scontato dopo la flessione di Milano contro l’Inter appena quattro giorni fa. Perché la sconfitta di San Siro ha fatto rumore e perché oggi al Ferraris l’eco emotiva per il ricordo dei due grandi appena scomparsi ha fatto da moltiplicatore delle energie sampdoriane. Spalletti, che una rivoluzione aveva promesso e in parte ha effettuato, ha rinunciato a Rrahmani, Olivera e Zielinski rispetto all’ultima partita: dentro Juan Jesus e Mario Rui in difesa, con Elmas al posto di Zielinski e solito 4-3-3, contro una Samp che ha schierato solo la novità-Murru a sinistra in difesa dovendo ovviare alla partenza (per Napoli) di Bereszynski.

Primo segnale

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Dopo cento secondi c’è subito l’episodio che potrebbe far svoltare la gara: Murru corre spalla a spalla con Anguissa, prima del pestone del difensore doriano sul camerunense già a terra: Abisso dopo un check Var va al monitor e concede il rigore contestato dalla Samp. Il sinistro di Politano (6’) dal dischetto finisce sul palo deviato dalla mano sinistra di Audero. Ma il pericolo scampato esalta la Samp che spinge forte a sinistra, va al tiro con Lammers (fuori), poi ci prova ancora con Gabbiadini. Il Napoli prova a sfruttare la velocità del suo attacco, e mette sempre un centrocampista in pressione sulle ripartenze blucerchiate. È il miglior momento dei padroni di casa, che nonostante il pressing altissimo della squadra di Spalletti mette paura agli ospiti. Al 12’ Verre impegna Meret in angolo su assist di Lammers. Il Napoli risponde con Elmas (parato).

La svolta

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Furore Napoli, perché gli ospiti hanno più qualità, spingono bene a sinistra con Mario Rui, anche se la Samp riesce a tratti a reagire. Osimhen fa l’elastico, va a conquistare una palla preziosa in mezzo, riparte e si infila nella difesa doriano sul lancio di Mario Rui superando Audero (19’). Qui la gara cambia: il ritmo altissimo penalizza la Samp, lo 0-1 è il passaporto che Spalletti aspettava per liberare gambe e mente del suo Napoli. Si scatena Kvaratskhelia, Murillo rischia e lo ferma, prima di murare ancora Osimhen al 35’ che fallisce il raddoppio. Da lì in poi il Napoli va in gestione, perché la Samp perde giri nel suo motore. Ancor più dopoché Osimhen scappa a destra dopo avere saltato Nuytinck e viene steso da Rincon quando sta per entrare in area e battere a rete. Rosso al venezuelano, Samp in dieci, si aprono spazi immensi per il Napoli, che sfiora il secondo gol con Kvaratskhelia (47’): diagonale bellissimo, fuori di un soffio.

Reazione

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Nella ripresa Stankovic passa al 4-4-1, con Lammers unica punta, Djuricic in mediana al posto di Gabbiadini e Zanoli, ex Napoli, al debutto in maglia blucerchiata, mentre Spalletti riparte con Rrahmani al posto di Kim, che esce a scopo precauzionale. Ma è un monologo partenopeo, perché il Napoli è in assoluta gestione della gara, bravissimo a muoversi fra le linee e la Samp può far poco con un atteggiamento forzatamente rinunciatario. Lammers è troppo isolato in avanti, ed è questo canovaccio che accompagna a lungo la gara nella ripresa. La Samp bassa, il Napoli con il suo giro palla efficace. Entrano Lozano e Zielinski, fuori Politano e Kvaratskhelia, poi Ndombele rileva Anguissa. La Samp sembra avere perso fiducia, prima ancora che idee, perché l’uomo in meno è un handicap troppo forte contro un avversario in salute. Lozano (25’) impegna Audero, mentre Lobotka continua a recitare da padrone in mezzo al campo. Alla mezz’ora Stankovic avanza allora Djuricic e passa al 4-3-2, ma la mossa non paga e l’unica pecca che si può fare a questo Napoli così di qualità è quella di gestire la gara. Un atteggiamento rischioso, anche se la Samp non fa un tiro in porta. Poi, al 33’ dopo un check var per un tocco di mano di Vieira su tiro di Elmas, l’arbitro concede il secondo rigore agli ospiti. Elmas non sbaglia, due a zero e partita finita.

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