Il muro del Feyenoord respinge il Marsiglia: in finale ci vanno gli olandesi

Dopo i cinque gol visti all’andata, al ritorno finisce a reti bianche e la squadra di Arne Slot vola a Tirana. Dopo 20 anni la squadra di Rotterdam conquista una finale europea

Non basta la spinta infernale del Velodrome. Il muro del Feyenoord non cade, il Marsiglia non trova nemmeno la rete che avrebbe allungato la gara ai supplementari. Dopo i cinque gol visti all’andata, non se ne vede nessuno al ritorno. Così a raggiungere la Roma sono gli olandesi, che per la quarta volta giocheranno la finale di una competizione europea a distanza di vent’anni dall’ultima.

le strategie

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L’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Oltre 70 mila spettatori, in un clima di contestazione contro l’Uefa e di commozione, nel trentennale della tragedia di Furiani. Per le 18 vittime che persero la vita nello stadio del Bastia è stato osservato un minuto di silenzio prima della partita. Quanto alle formazioni, solo nel Marsiglia si vede qualcosa di diverso. Sampaoli tiene fuori Caleta-Car, protagonista in negativo al De Kuip, e arretra Kamara sulla linea dei difensori, inserendo Gueye a centrocampo. Rispetto alla gara d’andata, finisce in panchina anche Bakambu – a cui viene preferito Harit – insieme a Milik e Under. Slot non bada al turnover, ha i suoi titolarissimi e non li cambia: sono gli stessi che sono scesi in campo sia nel primo atto della sfida sia nell’ultima gara di campionato, schierati col 4-2-3-1 guidati dal capocannoniere della competizione Dessers.

Il primo tempo

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Come prevedibile, sono i francesi a fare la partita. La produzione offensiva è affidata alle invenzioni di Payet, il primo squillo arriva al 10’ quando riceve a centro area e il suo tiro è ribattuto in modo provvidenziale. Dieci minuti più tardi una buona transizione gli permette di ricevere sulla destra, rientra sul mancino ma la conclusione a giro termina a pochi centimetri dall’incrocio. Alla mezzora il fantasista è costretto ad abbandonare il campo a causa di un infortunio muscolare che arriva dopo il tentativo di lanciare Rongier sulla fascia. Sampaoli manda dentro Milik, che svetta un paio di volte senza dare forza ai colpi di testa: Marciano blocca senza problemi in entrambi i casi. Nel finale di primo tempo si affaccia in avanti anche il Feyenoord, con Dessers che lavora bene il pallone e lo cede a Til, la cui volée è intercettata da Saliba e si spegne non lontano dai pali di Mandanda, spiazzato dalla deviazione (39’).

Dopo l’intervallo

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La ripresa comincia con una novità nel Marsiglia, Lirola prende il posto di Gueye. Al 55’ buona la triangolazione di Rongier a ridosso del limite dell’area, meno pericoloso il tiro che arriva docile nelle mani del portiere avversario. Gli olandesi rispondono con Trauner, rimasto in avanti dopo gli sviluppi di un calcio d’angolo, che però spara alto. L’occasione migliore del secondo tempo capita sui piedi di Lirola al 77’: l’ex Fiorentina riceve dopo un corner, il sinistro è sporcato quanto basta da Aursnes che evita rischi maggiori. Col passare del tempo l’incontro s’innervosisce, falli e interruzioni sono più frequenti, per la rabbia di Sampaoli scatenato a bordo campo. Un accenno di rissa vede protagonisti Malacia e Guendouzi, ma l’arbitro Scharer si limita a redarguirli solo verbalmente. L’OM è sempre più sbilanciato, specialmente con gli ingressi di Bakambu e Under, e il Feyenoord non approfitta degli spazi sprecando in più momenti le opportunità del colpo di grazia in campo aperto. Jahanbakhsh costringe Mandanda alla prima parata dell’incontro ad inizio recupero con un diagonale da destra, due chiusure di Luan Peres evitano che Dessers si ritrovi da solo davanti alla porta. Il punteggio alla fine non cambia, la squadra di Slot regge l’urto del Velodrome e vola a Tirana.

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