Ibra si gestisce con la Svezia: in Georgia partirà dalla panchina

Domani la prima delle due sfide decisiva per Qatar 2022: Zlatan punta già la Spagna

Quando Pioli, in diretta tv nel post derby si è rivolto ai suoi nazionali, aveva Ibra come pensiero principale: “A chi partirà dico di lavorare bene e tornare sano”. L’attenzione alla salute e alla conservazione di Zlatan è prioritaria: a 40 anni deve essere gestito con cura, evitando di caricarlo di fatiche eccessive. A Milanello è uno dei primi comandamenti, rispettato dall’allenatore e dal suo staff e ovviamente dal fisioterapista personale dello svedese. A lui, Giorgio Gasparini, professionista che lavora a strettissimo contatto con tecnici e medici del Milan, è andata una menzione speciale: “Mi segue 24 ore al giorno. Per ogni minima cosa interviene, appena sento qualcosa devo curarmi subito” ha spiegato Ibrahimovic dal ritiro della nazionale. Anche qui Zlatan è gestito con prudenza, tanto che probabilmente partirà dalla panchina nella prima partita di qualificazione mondiale contro la Georgia per poi essere titolare con Spagna. La prima, domani alle 18, sarà in trasferta a Batumi, e il c.t. Andersson magari pensa di poter sbrigare la pratica anche senza Ibra, o di sfruttarlo solo in caso di necessità. Per la seconda gara di domenica sera a Siviglia servirà invece tutta la determinazione di Zlatan: si sfidano le prime due del gruppo B, con la Svezia che comanda con due punti di vantaggio e che nello scontro diretto potrebbe garantirsi la partecipazione al mondiale in Qatar del 2022.

MOTIVAZIONE

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Magari con un gol di Ibra che manca in nazionale dal novembre del 2015: riprendere il conto a sei anni esatti di distanza sarebbe un orgoglio e una ragione che gli offre ulteriore motivazione. Oggi è a quota 62 reti in 118 presenze complessive. Sempre senza strafare, perché oggi anche Ibra è più prudente: “Nell’ultima stagione ho avuto più infortuni di quelli che ho di solito, anche perché non ho mai pensato a fare con calma quando ho sentito qualche fastidio, ho solo dato il massimo, questo è la mia mentalità”.

GESTIONE

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In campo aveva agito di conseguenza: tra la sosta di ottobre e la pausa di novembre di un anno fa, Ibra aveva giocato da titolare cinque volte in campionato e altre tre nelle infrasettimanali di Europa League. Quest’anno ha ridotto l’impegno a tre in A, subentrando due volte, e ad altri 46’ minuti distribuiti in due partite di Champions. Una gestione che, tra le altre cose, gli ha permesso di ritrovare la nazionale: era già successo a marzo scorso, quando gli si erano aperte le porte dell’Europeo poi richiuse per l’infortunio al ginocchio che in estate lo ha costretto all’intervento. Per evitare che tutti i sacrifici dell’attacco pesassero sulle spalle larghe di Zlatan il club ha acquistato Giroud, che ha numeri ed esperienza per non farlo rimpiangere. Anche perché conclusi gli impegni con le nazionali, il Milan riprenderà i propri dividendosi tra campionato e Champions, con un calendario fittissimo fino a Natale. Ibra vuole essere protagonista: in A mantenendo la squadra in vetta, in Europa con un gol che potrebbe alimentare le chance Milan e che lo consegnerebbe alla storia della competizione come il marcatore più anziano del torneo.

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