Belotti, Raspadori o un falso nove? Le opzioni di Mancini per l’attacco anti-Svizzera VOTA

Nella partita chiave per la qualificazione ai Mondiali, l’assenza di Immobile mette il c.t. di fronte a una scelta che pesa

Dal nostro inviato Fabio Licari

10 novembre – Firenze

L’Olimpico, il Mondiale, la voglia di rivincita, i gol con la Lazio e Sarri “che sta cambiando il mio modo di giocare, più utile per la Nazionale”: Ciro Immobile sembrava pronto per una grande partita con la Svizzera, avrebbe giocato titolare e invece è tornato a casa. Ora Mancini dovrà scegliere tra le alternative. Su 44 partite della sua gestione, ha schierato in 40 occasioni il centravanti, in 3 il “falso 9” e in una soltanto, la peggiore, a Lisbona con il Portogallo (0-1), il doppio attaccante centrale. Opzione subito archiviata e che risale al lontano settembre 2018.

Le opzioni

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Per cui la scelta di venerdì sarà tra l’esperto (Belotti), il giovane (Raspadori/Scamacca) e il falso 9 (Insigne/Bernardeschi). Raspadori è l’opzione forse meno probabile oggi, con un attaccante giovane – Raspadori o l’ultimo arrivato Scamacca, tutti e due del Sassuolo – è anche quella con meno dati tecnici a supporto. Scamacca ha giocato pochi minuti, Raspadori ha due successi ma in due partite da titolare: contro la Lituania, davvero eccellente, movimenti a tutto campo da attaccante moderno, e il Belgio, l’ultima, non esaltante, in linea con i recenti dolori di crescita dell’azzurro che nel suo club è schierato a sinistra e non al centro. Poco per una valutazione seria. O Mancio ha una sensazione positiva oppure niente. Di sicuro il Raspadori visto con la Lituania sarebbe il prototipo di perfetto 9 di manovra per l’Italia.

La tentazione

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Il “falso 9” è un’opzione alla quale Mancini non ha mai rinunciato. Nata quasi per necessità nell’ottobre 2018, dopo la sconfitta in Portogallo (Immobile-Zaza la coppia titolare): il c.t. non era convinto di nessuno dei suoi 9 e tentò quindi la soluzione del tridente rotante con Bernardeschi, Insigne e Chiesa. Pari con l’Ucraina, successo con la Polonia. Insigne schierato più spesso al centro. Due belle partite, quelle della rinascita dopo il pessimo inizio. Da allora l’identità tattica dell’Italia è cambiata, Mancini non ha più rinunciato al centravanti, e s’è riservato il “falso 9” all’Europeo, ma come soluzione da secondo tempo, quando era utile abbassare un po’ il baricentro, coprirsi di più, tentare le ripartenze. Insigne sempre il prescelto. Infine il ritorno di fiamma, poco positivo però, in Nations League contro la Spagna: gara che ha interrotto la striscia di 37 partite utili. A destra Chiesa, in mezzo Bernardeschi, a sinistra Insigne. Piuttosto male. Un esempio recente, molte perplessità. Così facciamo fatica a segnare.

La storia

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Se non gioca Immobile la soluzione preferita è Belotti. Così dicono le statistiche di questa Nazionale: 11 partite da titolare, 8 successi e 3 pari. Con il torinista l’Italia non ha mai perso. Sarebbe stata una scelta quasi obbligata in altri tempi ma, con le ultime vicissitudini fisiche, Belotti è partito dal 1’ soltanto contro il Galles all’Europeo (a qualificazione agli ottavi conquistata) e in Bulgaria nelle qualificazioni mondiali (a marzo). Nella storia di questo ciclo ci sarebbero poi altre soluzioni, Balotelli, Lasagna, Quagliarella e Caputo, tutte abbandonate da Mancini in corso d’opera, e Kean, preferito però da esterno.

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