Guardiola: “Perché vince sempre il Real? Non lo so… Dobbiamo essere noi stessi”

Il tecnico del City alla vigilia del ritorno di semifinale con il Madrid, dopo l’1-1 in Spagna: “Dobbiamo fare qualcosa di diverso, ma niente di stravagante, stavolta non esagero con gli stravolgimenti”

dal nostro inviato Davide Chinellato @dchinellato

16 maggio – Manchester (Inghilterra)

“Perché il Real vince così tanto in Champions? Non ne ho idea. E se lo sapessi cercherei di copiarlo”. Non rinuncia alla battuta Pep Guardiola, nemmeno alla vigilia di una partita fondamentale come la semifinale di ritorno. Si riparte dall’1-1 dell’andata, dal gol di De Bruyne che ha pareggiato quello di Vinicius, dall’atmosfera dell’Etihad dove quest’anno i campioni d’Inghilterra non hanno mai fallito. Ma anche dalla consapevolezza di Pep che il City ha bisogno di fare “qualcosa di diverso” per battere la squadra di Ancelotti e guadagnarsi la finale di Istanbul del 10 giugno.

“NOI STESSI”

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Guardiola promette qualcosa di diverso (“niente di stravagante, stavolta non esagero con gli stravolgimenti” assicura), ma ripete più volte che il City batterà il Real solo essendo sé stesso. “Dipende da noi, dobbiamo essere noi stessi e vincere una partita – racconta -. Non serve ricordare quanto sia importante questa partita, ma ho detto ai giocatori di viverla come una grande chance e di godersela. Sappiamo di dover essere migliori rispetto all’andata, di dover creare più chance, di essere più fluidi in attacco. Giochiamo contro il Real Madrid, una squadra che ha qualità enormi: è una sfida e dobbiamo affrontarla. Ma so che qualsiasi cosa succeda, ringrazierò i miei giocatori per avermi portato di nuovo fino a questo punto della competizione”.

OSSESSIONE CHAMPIONS

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La coppa dalle grandi orecchie per il City è il tassello mancante, il trofeo che ancora manca in più di un lustro di successo. Quello che Guardiola sa di dover vincere perché definirà quello che ha fatto a Manchester e che Kyle Walker, che ha parlato prima del suo tecnico, dice che tutti i giocatori vogliono vincere perché lo devono a Pep e ai proprietari che hanno investito così tanto per trasformare il City in una potenza europea. “È ovvio che vogliamo vincere – dice Pep -. Ho raccontato spesso che quando mi hanno preso mi hanno detto subito che dovevo vincere la Champions. La vogliamo, ma non basta volerlo per vincerla. Conta quello che fai nella partita, quello che faremo in campo in quei 90’. Non conta come siamo andati in campionato o che siamo in finale di FA Cup, conta come saremo in quel momento, su quel campo. Per me è un sogno essere di nuovo a questo livello e nessuno ci assicura che ci torneremo: per questo dobbiamo godercelo, dobbiamo provarci, dobbiamo uscire dal campo sapendo di aver dato tutto. Spero che vinca la squadra migliore, e spero ovviamente che sia la mia. I giocatori devono provare a vincere per loro stessi, per l’occasione che hanno. Non per me o per i proprietari”.

LEGACY

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Guardiola sa bene quanto c’è in gioco. Il City quest’anno insegue il triplete, e se la Premier è a due punti di distanza e l’FA Cup è la finale con lo United del 3 giugno, la Champions per tutto quello che rappresenta resta l’obiettivo più difficile. “La mia legacy è già stata scritta ed è eccezionale – scherza Pep -. Di certo non mi aspettavo, quando ho cominciato col City, che arrivassimo a questo livello, che lottassimo con continuità per i massimi traguardi. E non mi aspettavo nemmeno di rimanere qui per 7 anni: ho fiducia nelle mie capacità, ma non pensavo così tanto”. Resta il Real tra il City e la chance del triplete, di giocare il 10 giugno per vincere il trofeo che ancora manca. “La squadra di Ancelotti è di altissimo livello, ma dobbiamo provare a batterla. Essendo noi stessi, imponendo il nostro gioco” ripete Pep. Stavolta è convinto che sia la volta buona.

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