Ferrero: “Voglio salvare la Samp. E ai tifosi che mi contestano chiedo una tregua”

In una lunga intervista al Secolo XIX, l’ex presidente ha dichiarato di voler tornare al timone del club: “Questa situazione mi fa soffrire. Ricordo a tutti che io avevo portato campiono come Skriniar, Muriel, Correa, Schick”

15 novembre – Milano

Incredibile, ma vero. Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria, tira dritto. E dichiara il suo obiettivo: “Voglio salvare il club”. Come? Tornando a guidarlo. E questo nonostante la dura contestazione dei tifosi quando il 17 ottobre si era presentato al Ferraris per la sfida con la Roma. Tifosi che avevano convinto le forze dell’ordine a farlo allontanare dallo stadio. Ad affermarlo è lo stesso Ferrero in una lunga intervista rilasciata al Secolo XIX. “Guardando la partita con il Torino in tv, mi sono sentito male. Ho accusato un fortissimo attacco d’ansia… ne parlo ora perché so che è uscita sui social e anche su qualche giornale. Ho molto pudore della mia privacy. Sono andato al pronto soccorso. La situazione della Sampdoria mi fa molto soffrire. Non riesco, non posso restare inerme”. Ferrero, lo ricordiamo, era stato rinviato a giudizio al termine di un’inchiesta relativa al fallimento di alcune sue aziende. In seguito gli erano stati revocati gli arresti domiciliari.

“la mia famiglia è proprietaria del club”

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“Mi auguro di tornare al timone della Samp… Ci sto lavorando perché il mio obiettivo è quello di cercare di riportarla in un porto sicuro. La verità è che la mia famiglia è proprietaria della società blucerchiata e quindi in tale qualità ho sempre continuato, continuo e continuerò ad interessarmi delle sorti della squadra perché rappresenta nove anni della mia vita. Negli ultimi mesi la situazione economica e sportiva è precipitata. Voglio mettermi in gioco e devo trovare le risorse economiche per andare avanti fino a fine stagione e per rinforzare la Sampdoria. Ci vogliono innesti di nuovi calciatori nella prossima finestra del mercato di gennaio, secondo me almeno sei. Ma nello stesso tempo bisogna finirla con la guerra. Ruolo nella società? Questo non lo so ancora…”.

Lanna

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“Ho sempre avuto fiducia in Marco Lanna, tanto è vero che l’ho messo al mio posto, quello di presidente, sapendo anche che era una figura molto gradita dalla tifoseria blucerchiata. Sta lavorando, ha scelto lui ad esempio Dejan Stankovic. Mi colpiscono la sua serenità, il sorriso che riesce a mantenere in questo periodo. Si rende conto della situazione o è un grande attore? Io invece sicuramente mi sento molto male perché sono cosciente della gravità del rischio che corre la Sampdoria”.

Scuse ai tifosi

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“Un mio ritorno solleverebbe il tifo blucerchiato? Lo so, e per il bene della Sampdoria per cortesia facciamo la pace e non facciamo la guerra. Chiedo una tregua. Sono consapevole in passato di avere commesso degli errori, a volte mi sono espresso male a causa della mia… romanità. Un lessico particolare, una cultura differente. Chiedo scusa a chiunque si sia sentito offeso, non era assolutamente mia intenzione. Penso però che adesso solamente l’unione, e non la divisione, possa aiutare la Sampdoria. Basta pregiudizi, basta violenza. Aiutatemi ad aiutare la Sampdoria a uscirne. Garantiamo un futuro all’altezza e vi do la mia parola d’onore che una volta che la squadra approderà in un porto sicuro io sparirò e vi ringrazierò per sempre”.

Quel blitz allo stadio

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“Da un po’ di tempo sentivo crescere dentro di me la voglia di rivedere la Sampdoria in campo, dal vivo. Non solo in televisione. Mi era stato sconsigliato di venire con il Monza, come avevo programmato in un primo momento. Non volevo venire con la Roma per evitare equivoci, anche se sono più sampdoriano di quanto possiate credere. In più i romanisti ora mi “odiano” perché ho messo presidente proprio Lanna, che da calciatore gli ha fatto perdere un derby con la Lazio per un tocco di mano. Sono caduto in una trappola. Sarò anche un “viperetta”, ma sono leale. Venivo da Milano e per non disturbare la squadra sono arrivato a metà del primo tempo. Avevo comunque avvisato. Quando mi sono presentato nello skybox riservato alla proprietà, Lanna mi ha salutato, mi ha stretto la mano ed è uscito. Poi qualcuno ha avvisato la tifoseria. Non nego di essere rimasto un po’ sorpreso del comportamento di Lanna… come se non volesse farsi vedere dalla tifoseria blucerchiata insieme a me. Ma è una mia impressione. Sicuramente non ce l’ha con me. Pochi giorni prima era venuto a Milano per incontrarmi (insieme a tutto il cda, ndr), senza problemi. E a volte in questi mesi è capitato che ci siamo messaggiati. Lanna è un bravissimo presidente, una figura che rappresenta un pezzo importante della gloriosa e vincente storia della Sampdoria”.

cessione del club

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“Se ne occupa Vidal. Nel frattempo bisogna pensare al presente, evitare una retrocessione che la Sampdoria e i suoi tifosi non si meritano. Bisogna rinforzare la rosa di questa squadra, questa è assolutamente una priorità, ma in ogni caso i calciatori della Sampdoria vanno sempre difesi. Attaccare il pullman non risolve niente. Il mio è un appello accorato per dire facciamo una tregua e poi me ne vado via. Siete la tifoseria più bella del mondo, pensiamo alla Sampdoria e portiamola in salvo. Altra priorità è poi tenere la barra economica dritta per vendere la società. Ringraziamo Banca Macquarie e Banca Sistema, in particolare l’ad il dottor Gianluca Garbi, che ha dimostrato di avere fiducia nella mia persona e nella Sampdoria. Seguiteranno a starci vicino”.

le battaglie e garrone

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“Poi vorrei dire una cosa sulla famiglia Garrone… Ecco, ma la famiglia Garrone cosa c’entra? Forse qualcuno si è dimenticato quanto ha investito in passato nella Sampdoria? Accusano Edoardo di avermi dato la società, però ricordo che con me la Sampdoria ha sempre ottenuto risultati sportivi all’altezza e non si è mai trovata nelle condizioni attuali. Che ho portato nella Samp fior di calciatori, come Cassano, Praet, Fernando, Zapata, Skriniar, Muriel, Correa, Schick, Torreira, Bruno Fernandes… mi sono adoperato per ottenere i permessi e realizzare il nuovo centro sportivo che sarà pronto in primavera e Casa Samp, la foresteria del settore giovanile. A livello politico ci siamo battuti per costruirci un’immagine seria in Lega, portando avanti tante battaglie. Quando mi sono battuto per abolire la tessera del tifoso ero bravo adesso non lo sono più? Se non ricordo male poi, nei primi anni della mia gestione non ci sono state contestazioni di massa nei confronti di Garrone e nemmeno di Ferrero. Ad esempio quando siamo andati al preliminare di Europa League. O quando si vincevano i derby. Tra me e la tifoseria si è spaccato tutto in quella partita con il Napoli al Ferraris di 4 anni fa, quando sono sceso sotto il temporale per difendere la squadra e evitare una squalifica del campo. Da lì è tracimata in violenza, minacce personali … “.

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