Dybala dà segnali di risveglio. E con il Milan la Joya si esalta

L’attaccante bianconero è andato a segno contro i friulani e ora, complice l’assenza di Morata, cerca continuità. I rossoneri sono un avversario con cui l’argentino si esalta sin dai tempi del Palermo

Una gioia per la Joya a pochi giorni dal Milan. Pirlo, oltre ai tre punti contro l’Udinese, non poteva chiedere di meglio all’esordio nel nuovo anno. Questione di fiducia, di autostima, di benzina necessaria per il motore. Il tecnico sa quanto la testa possa essere determinante quando ci sono aspettative da ripagare e una maglia da sudarsi. Discorso che vale, ovviamente, anche per Dybala: “Abbiamo bisogno di lui e lui di noi, ha lavorato benissimo e si è meritato questo gol, lo abbiamo tenuto in campo sino alla fine perché volevamo che segnasse”. Il successo non poteva bastare, serviva togliere un po’ di peso dalle spalle del numero 10. Che non a caso, dopo il gol, è andato ad abbracciare il suo allenatore: un gesto che, unito alle parole di Pirlo nel post partita, vuol dire tanto, tantissimo. E che permette alla Signora di arrivare al match contro la capolista con un Dybala carico, più sereno e con un enorme tarlo in meno in testa.

Inizio della rinascita?

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É andato tutto secondo copione: tre punti, Dybala a segno, fiducia ritrovata appena prima del Milan dopo il sonoro k.o. casalingo contro la Fiorentina. L’ex Palermo ha segnato e per ora basta, ma Paulo adesso deve tornare a incidere per tutto l’arco dei 90’. Oltre al gol, contro l’Udinese c’è stato poco altro da parte della Joya, che non ha steccato ma non è nemmeno stato un pericolo per la retroguardia friulana. Quanto ha pesato la testa e la necessità di segnare nella sua prestazione? Contro il Milan si potrebbe già avere una risposta in questo senso. Nel big match Dybala sarà ovviamente della partita, vista l’assenza di Morata per infortunio. A San Siro la Juve non può sbagliare, l’argentino non può esimersi da una prestazione di alto livello per dimostrare che la rete contro l’Udinese è l’inizio della risalita.

Cercasi continuità

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Al tramonto del 2020 l’argentino aveva saltato Parma e Fiorentina dopo la manciata di minuti nel finale contro l’Atalanta. Prima di questo trittico, Dybala era andato a segno contro il Genoa nell’ultima da titolare prima dell’Udinese. Tradotto: nelle ultime due partite in cui è stato schierato negli undici di partenza, il nativo di Laguna Larga è andato a segno. Segnale importante, anche se ora bisogna lavorare sulla continuità. Di minutaggio, considerando l’assenza di Morata e il mercato che non ha ancora regalato a Pirlo un nuovo attaccante, e di gol: solamente tre reti in questo avvio di stagione, con il centro al Ferencvaros (4-1 anche in quel caso) oltre ai due in campionato. Ecco perché contro il Milan servirà una prova di spessore da parte dell’argentino, per cui la sfida ai rossoneri non è mai stata banale.

In rosanero

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Si parte dal Palermo, con la cui maglia Dybala ha colpito due volte il Diavolo: il 2 novembre 2014 la Joya segnava la sua quinta rete in Serie A e i rosanero sbancavano 2-0 il Meazza, con un uno-due alla metà del primo tempo firmato Zapata (autogol) e Dybala, appunto. Primi passi di un futuro crack che dopo quella stagione salutò la Sicilia in direzione Torino, segnando l’ultimo gol in rosanero proprio contro il Milan, nel match di ritorno: 2-1 per i rossoneri al Barbera e rigore del momentaneo 1-1 trasformato dall’argentino. Ma è con la maglia della Juve che Dybala ha trovato una serie di prestazioni iconiche contro il Diavolo.

I momenti

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Il 21 novembre 2015 il suo gol regalava i tre punti ai bianconeri nello scontro diretto dello Stadium. Era la Juve chiamata a rimontare dopo un avvio complicato, come quest’anno: quella vittoria contro il Milan fu la terza di fila del filotto che arrivò a quindici, ribaltando le sorti in campionato della Signora. Nella stagione 16/17 Dybala ha vissuto due momenti topici contro i rossoneri: il rigore fallito nella finale di Supercoppa a Doha e quello trasformato all’Allianz Stadium tra mille polemiche, con il fallo di mano di De Sciglio fischiato in pieno recupero sul punteggio di 1-1. Ma tra i vari gol segnati dall’argentino contro il Milan, è impossibile non ricordare quello della passata stagione. Gesto tecnico di pregevole fattura al 77’ per dribblare Romagnoli, battere Donnarumma e fissare il match sull’1-0, ma nella memoria resta tutto il contorno: la Joya entrò dalla panchina al posto di uno spento Ronaldo, che reagì male alla scelta (rivelatasi vincente) di Maurizio Sarri. In totale per Dybala sono otto gol contro il Milan (sette in campionato e uno in Coppa Italia): mercoledì CR7 sarà il partner, non ci sarà nessuna staffetta tra i due. E Paulo dovrà dimostrare di essere definitivamente tornato: per riportare in alto la Juve nel presente e per giocarsi il futuro in bianconero.

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