Dalla Serie A appello a Draghi: stadi subito aperti e ristori per i club

Nel vertice di ieri è stato prodotto un documento da inviare al Governo. Cairo: “Fondamentale riaprire al pubblico”

Un nuovo incontro per parlare del ritorno del pubblico negli stadi. E’ diventata un’abitudine per i vertici delle società di A: ieri molti dei rappresentanti delle squadre del campionato si sono visti in un hotel del centro di Milano. Era già successo il cinque luglio scorso, e il tema era stato al centro del dibattito delle ultime due assemblee di Lega di questo mese. Ieri il passo avanti è stato mettere nero su bianco l’appello delle società al Premier Draghi. Si parte dalla premessa che riguarda la crisi di sistema causata dalla pandemia con perdite, già stimate, per oltre un miliardo e duecento milioni di euro, con conseguenze che rischiano di essere irreversibili per un settore importante dell’economia italiana. Allo stesso tempo, ricordano i club, è la Serie A che fa da traino all’intero movimento, con entrate e contribuzioni fiscali per oltre un miliardo. Motivo per cui i club ritengono sia ora “un dovere istituzionale” trovare soluzioni che possano salvare non solo la A, ma anche le altre categorie, tra professionisti e dilettanti, e gli altri sport.

Stadi e ristori

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Per questo, e con la massima urgenza, le società sottolineano la necessità di essere ascoltate da governo e autorità competenti per stilare un piano di sostegno. Piano che si traduce essenzialmente in due punti. Primo, ovviamente, l’immediata riapertura degli stadi senza limitazioni relative alla capienza. Condizione che può verificarsi garantendo comunque la sicurezza sanitaria con strumenti come il green pass. Così hanno già annunciato di fare in Spagna, Francia e Inghilterra: stadi riaperti da subito con possibilità di tutto esaurito. Secondo: la definizione di misure economiche che aiutino concretamente i bilanci delle società di Serie A. E qui si apre il capitolo relativo ai ristori. Le venti firmatarie della lettera-appello ritengono che il carico fiscale attuale sia insostenibile e che vada quindi sostituito con delle agevolazioni previdenziali per i club: un modo potrebbe essere la sospensione dei versamenti relativi al biennio 2021-2022 con una nuova definizione delle scadenze e una distribuzione di rate da saldare nei prossimi cinque anni. Oltre a nuove misure finanziare straordinarie come avvenuto in altri settori (il cinema, per esempio) che allo stesso modo hanno dovuto rinunciare per mesi a incassi precedentemente garantiti. Tutti punti definiti nel documento che Dal Pino e Gravina, vertici di Lega e Federazione, faranno avere al governo. E che seguirà un’altra comunicazione che il presidente della Lega di A aveva già inoltrato a Draghi. La Serie A resta ora in attesa di un riscontro.

Parla Cairo

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“La riapertura degli stadi è un tema molto importante, si tratta di una fonte di ricavi fondamentale” ha spiegato ieri Urbano Cairo, numero uno del Torino, al termine dell’appuntamento con gli altri club. “Senza il pubblico il calcio è una cosa diversa, cosa portano i tifosi lo abbiamo visto all’Europeo, lo abbiamo visto in Inghilterra. È fondamentale ci sia un ritorno agli stadi, è importante provarci anche attraverso il passaporto vaccinale ed è indispensabile che ci si lavori velocemente. Fiducioso? Direi di sì, credo che sia una cosa giusta che vada fatta. C’è fiducia nella governance della Lega, dobbiamo lavorare sempre di più insieme, è molto importante”.

In Parlamento

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Questione che nei giorni scorsi era stata al centro di una interrogazione parlamentare promossa dall’onorevole Pd Luca Lotti che aveva chiesto quali iniziative il Governo intendesse avviare “al fine di consentire, in sicurezza e a determinate condizioni (come annunciato da molti Paesi Europei) la riapertura degli stadi ai tifosi senza limiti di presenza”.

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