Correa, un flop tira l’altro. E non si vede nemmeno Lukaku: l’attacco è spuntato

Contro l’Empoli l’argentino esce a fine primo tempo senza nemmeno un tiro. Romelu gioca 18 minuti, ma è lontano dalla migliore condizione fisica

Un altro flop. Nella notte in cui poteva dare una svolta alla sua esperienza in nerazzurro. Joaquin Correa continua a non incidere. Anzi, a deludere. È stato pagato 33 milioni alla Lazio (prestito con obbligo scattato lo scorso febbraio) e il suo apporto alla “causa” è stato impalpabile. Inzaghi gli ha dato fiducia contro l’Empoli e lo ha schierato al fianco di Lautaro per far rifiatare Dzeko. L’argentino nel prepartita era carico (“Ho avuto un periodo brutto dopo il Mondiale, ma ora sto ritrovando la forma e penso di fare bene” aveva detto a Sky), ma sul campo è stato… trasparente come troppe volte gli è successo da quando, nell’agosto 2021, è stato prelevato dalla Lazio. E pure Lukaku, che è tornato in campo dopo i due infortuni (e mezzo) avuti dalla scorsa estate in poi, certo non ha impressionato: è sembrato lontano dalla migliore condizione e non è mai riuscito a liberarsi per il tiro o per la sponda. Il Big Rom che gli interisti avevano in mente, quello che prima del passaggio al Chelsea travolgeva le difese avversarie con la sua forza e il suo scatto, era un altro giocatore. Ecco perché il suo futuro a Milano è in dubbio.

Correa era sbarcato alla Pinetina con un curriculum non da bomber: 30 reti in 117 presenze nell’esperienza alla Lazio. L’Inter, che aveva acquistato Dzeko e cercava un’altra punta per colmare il vuoto lasciato da Lukaku, aveva di fatto preso Marcus Thuram che però, a una manciata di ore dalla firma sui contratti con il Gladbach, si era infortunato a un ginocchio. A quel punto, con Inzaghi che spingeva per tornare ad allenare il Tucu, Zhang ha accettato le condizioni di Lotito. I numeri di Joaquin anche a Milano sono rimasti impietosi: 9 gol in 59 gare. Le due doppiette contro Verona e Udinese nei primi due mesi avevano illuso, poi… un vuoto di prestazioni abbinato a problemi fisici. I fastidi ai tendini d’Achille non gli hanno permesso di essere convocato per il Mondiale, ma la maledizione non è svanita neppure nel 2023. E la sostituzione al 45′ di ieri è stata un’altra mazzata al suo morale. Ora pensare che la scorsa estate la mancata cessione del Tucu ha impedito l’arrivo di Dybala, fa ancora più male.

E poi c’è Lukaku che è palesemente lontano dalla migliore condizione complice il doppio problema muscolare alla coscia sinistra e la recente infiammazione al ginocchio. Sembra la controfigura del bomber che aveva regalato lo scudetto a Conte perché i lunghi stop ne hanno minato il fisico. Inzaghi ieri sera aveva bisogno del miglior Romelu e invece lo ha speso per gli ultimi 13′ più recupero. Un segnale di quanto sia ancora indietro. Quasi quanto l’Inter nella corsa scudetto che, a fine gennaio, ha già abbandonato.

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