Condizione, uomini e dubbi: come stanno Juventus e Inter in 5 punti

Le squadre di Allegri e Inzaghi arrivano alla finale con storie e presupposti differenti: eccole ai raggi X

A. Seu e L. Taglioli

11 maggio – Milano

La Juve proverà a mettere in bacheca la sua quindicesima coppa Italia, giocandosi dunque al meglio l’ultima fiche che la stagione le concede e riscattando una recente storia che la vede perdente contro l’Inter nella somma dei punti e dei trofei stagionali. Nei tre precedenti incroci infatti la Juve è riuscita a strappare giusto un pareggio (firmato Dybala), contro una sconfitta in campionato (decisa da un rigore di Calhanoglu) e una in Supercoppa, finita ai supplementari con una rete di Sanchez al 121′. Ricordi dolorosi, che a maggior ragione innescheranno la voglia di rivalsa bianconera, contro un’Inter alla caccia del suo secondo trofeo stagionale e ancora in lizza per la vittoria finale in campionato. Ma vediamo come stanno le due rivali, alla vigilia del match.

Il fisico

Bianconeri agli straordinari, Inzaghi ha riserva

Juventus

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Recentemente Allegri ha sottolineato la stanchezza di buona parte dei suoi, costretti a giocare lunghi filotti di partite per impraticabilità di turnover causa raffica di infortuni. Quando non proprio a fare gli straordinari, vedi Danilo che ha anche giocato acciaccato. Tutto vero, ma alla Juve è richiesto un ultimo sforzo, e si sa che in partite che profumano di trofeo anche la fatica deve svanire come d’incanto: la squadra è sulla linea di traguardo, e un “corto muso” andrebbe benissimo. Tanto più che per l’occasione può anche rispolverare qualche ex infortunato, da Locatelli a Pellegrini, anche se ovviamente non saranno al top.

Inter

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Nonostante una stagione vissuta a mille all’ora, il serbatoio nerazzurro gode ancora di una discreta riserva. Lo ha dimostrato chiaramente l’ultima prova contro l’Empoli, con la truppa di Inzaghi capace di ribaltare copione e risultato, ma lo dicono anche le prestazioni dell’ultimo mese. Unica eccezione in un filotto di sette vittorie agevole e convincenti, il k.o. nel recupero della 20esima giornata con il Bologna, figlio più di un errato approccio mentale che di mancanza di fiato. Oltre alla condizione generale più che soddisfacente, a confortare Inzaghi è anche il brillante stato di forma di alcune pedine chiave, su tutti Lautaro Martinez, Perisic e Calhanoglu, quasi sempre decisivi da un mese a questa parte.

La testa

Allegri sotto pressione, nerazzurri a rischio distrazioni

Juventus

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L’aver già messo in tasca l’accesso alla prossima Champions consente almeno il minimo sindacale, in quanto a tranquillità. Il resto dovrebbe venire da sé: c’è una recente sconfitta col Genoa da sconfessare, e soprattutto l’unico trofeo rimasto in palio quest’anno da conquistare, per salvare almeno le apparenze. Per la Juve la vittoria è fondamentale, e sarebbe il primo successo stagionale contro una big. La pressione dunque si farà sentire, ma mentalmente la Juve ha dato prova di esserci, quando serve davvero, e con quella dose di cinismo che ha salvato più di una partita.

Inter

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L’Inter arriva all’Olimpico con la consapevolezza di poter centrare un altro bersaglio nella corsa al “tripletino”, un ulteriore stimolo da non sottovalutare. La squadra è in fiducia, come ha dimostrato la veemente rimonta contro l’Empoli nell’ultima uscita, ed è tra l’altro reduce da due vittorie nelle ultime due sfide contro i bianconeri tra Supercoppa e campionato. Tuttavia, i nerazzurri dovranno riuscire a non portare in campo il peso e il pensiero di una volata scudetto che si deciderà nelle prossime due settimane. Nessuna distrazione sarà ammessa se l’obiettivo è quello di mettere in bacheca l’ottava coppa Italia.

L’uomo in più

La rivincita di Dusan, Perisic è l’ago

Juventus

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Senza dubbio Dusan Vlahovic. In astinenza da quattro partite – il suo primato in negativo da quando è alla Juve – se saprà trasformare il nervosismo delle ultime gare in sano spirito di rivincita (con se stesso prima di tutto) avrà centrato due obiettivi: la conferma di essere l’uomo-faro della Juve di oggi e del domani, e una grande prova di maturità, la miglior risposta dopo qualche atteggiamento comprensibile ma ancora un po’ fanciullesco. E relativi strascichi, mediatici e non. Ma attenzione: in mezzo alla grande attesa che circonda l’attaccante serbo, potrebbe spuntare ancora lui, quel Paulo Dybala bianconero già in soffitta, ma che potrebbe fare un ultimo regalo alla sua Signora, prima di convogliare a nuove nozze. E anche quel Chiellini all’ultima chiamata per la bacheca bianconera potrebbe lasciare un bel graffio sul match.

Inter

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I nerazzurri possono contare su un Lautaro in stato di grazia, ma la vera arma in più contro la Juve sarà con ogni probabilità Perisic, che in questa stagione ha già fatto la differenza diverse volte. Nelle ultime tre settimane il croato ha messo lo zampino su quattro vittorie collezionando cinque assist e due reti. La sua spinta a sinistra consente spesso ai nerazzurri di sfondare creando spazi e superiorità numerica, senza contare la sostanza che il croato abbina anche in fase di copertura. Perisic può essere l’ago della bilancia, difatti Allegri pare ancora incerto su chi schierare da quella parte.

La tattica

Cuadrado in copertura, Calhanoglu jolly

Juventus

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L’imballo di Brozovic sarà uno dei punti chiave della gara bianconera. Difficilmente avrà un uomo dedicato, più facile che venga studiato un sistema di copertura che rivolga al centrocampista croato un occhio di riguardo. Ma anche l’argine su Perisic si presenta sulla carta come un punto nevralgico della finale, e qui dovrà essere abile soprattutto Cuadrado, qualunque siano le zolle che verrà chiamato a coprire, ossia se agirà a centrocampo o in un più aggressivo tridente. Dal canto suo per la Juve diventerà fondamentale il nodo-rifornimenti: Vlahovic ha bisogno di ricevere più palloni e maggiore assistenza, un leit motiv ancora irrisolto. Ma magari l’aria della finale porterà maggiore ispirazione.

Inter

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Nell’Inter, si sa, tutto gira attorno a Brozovic. La capacità del croato di sottrarsi alla prevedibile “gabbia” studiata da Allegri risulterà fondamentale per le strategie nerazzurre, che dipenderanno anche dall’eventuale supporto di De Vrij in fase di costruzione. L’olandese, infatti, è dotato di piedi buoni e può senz’altro risultare utile in appoggio al croato quando non dovrà preoccuparsi di bloccare Vlahovic. Inzaghi, comunque, non si discosterà molto dal consueto disegno collaudato, a prescindere che Allegri opti per un centrocampo a due o a tre. Nel caso, il tecnico nerazzurro potrebbe rivedere la posizione di Calhanoglu modificandone il raggio d’azione di qualche metro più avanti o indietro a seconda della necessità.

I dubbi

Rebus modulo per Allegri, Dumfries favorito nell’Inter

Juventus

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Tanti i dubbi che alimentano la vigilia di Allegri. A partire dal modulo, che potrebbe essere un 3-5-2, ma anche il più collaudato 4-4-2 o un aggressivo 4-2-3-1, fino a un battagliero 4-3-3. La scelta del modulo porta con sé, a catena, la scelta degli interpreti più adatti, e dunque sono in piedi anche tanti ballottaggi fra i giocatori a disposizione, abbinabili in tante combinazioni possibili. La gara secca è un terreno che si presta anche a soluzioni una tantum, dietro l’angolo potrebbe nascondersi “un’allegrata”. Alla fine è più facile individuare i punti fermi: difficilmente Allegri rinuncerà nell’undici iniziale a Perin, De Ligt, Chiellini e Vlahovic.

Inter

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Nonostante le idee piuttosto chiare, restano due dubbi da sciogliere in casa nerazzurra. Il primo è legato alle condizioni di Bastoni, che Inzaghi conta di recuperare per potersi presentare all’Olimpico con la difesa titolare. Il secondo è invece legato alla corsia destra, dove resiste l’unico ballottaggio determinato da ragioni tattiche: la presenza di Dumfries (al momento favorito) o Darmian dipenderà dagli interpreti e dall’assetto che sceglierà Allegri sulla sinistra. Se Inzaghi punterà ad aggredire su quel lato, il prescelto sarà l’olandese. Se invece preferirà maggior copertura, ecco pronto l’italiano.

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