Colombia pasquale dell’Atalanta con super Muriel e Zapata. Udinese k.o.

La squadra di Gasperini si porta a -2 dal secondo posto grazie alle reti delle punte. Gotti tiene aperta la gara con Pereyra e Stryger Larsen, ma non basta

Dal nostro inviato Francesco Velluzzi

3 aprile – BERGAMO

L’Atalanta non si ferma, né con la pioggia, né sotto il sole. Il suo girone di ritorno, 22 punti, è da incorniciare e la corsa verso la terza qualificazione di fila alla Champions League prosegue. Il 3-2 in casa all’Udinese è frutto di una bella partita, aspra, tosta, combattuta dall’inizio alla fine. E se all’Udinese non riesce quel che aveva centrato a gennaio nel recupero della decima di andata, cioè un altro pareggio, è solo per le troppe amnesie difensive. Perché la squadra, in giallo, tiene testa ai più titolati avversari. Luca Gotti aveva pure pensato di fare l’esperimento Braaf per sconvolgere i piani di Gian Piero Gasperini. Che, però, ha due assi nella manica che a Udine hanno già dato: l’affamato Muriel, che non perdona mai la sua prima squadra italiana alla quale ha segnato nove gol, e Duvan Zapata che il suo marchio lo mette. Anche se sui timbri degli attaccanti c’è soprattutto la firma di Ruslan Malinovskyi. L’ucraino è l’assist man della giornata al Gewiss Stadium ed è lui a ispirare la vena degli attaccanti. La pioggia caratterizza questa sfida che il 6 dicembre fu rinviata perché sopra la Dacia Arena pioveva talmente tanto che era davvero impossibile per l’arbitro La Penna far rimbalzare il pallone. Fu rigiocata il 13 gennaio e il tempo non era proprio splendido. Stavolta, il temporale annunciato, comincia prima, intorno alle 14 e così le squadre giocano i primi 25 minuti sotto la pioggia battente.

primo tempo

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La ripresa del campionato, alla vigilia di Pasqua, non può che generare qualche sorpresa… L’Atalanta gioca a quattro dietro, lasciando fuori Maehle, e schiera come previsto Muriel e Zapata davanti con un 4-2-3-1 che vede all’attacco anche Pessina e Malinovskyi. Ma la vera sorpresa è nell’uovo dell’Udinese con Gotti che getta nella mischia nel 3-5-2 il talentino diciottenne in prestito dal City Jayden Braaf. L’olandesino corre tanto ma fatica. Sulle corsie ci sono Molina e il recuperato Zeegelaar, perché Stryger Larsen è tornato venerdì dagli impegni con la Nazionale danese. Okaka vince il ballottaggio con Llorente come prima punta e si riprende il posto da titolare. Parte forte, come prevedibile, la Dea: Zapata calcia fuori, ma i pericoli li crea sempre Luis Muriel, l’ex mai amato. Al 14′ la punizione è centrale e Musso la blocca. Poi l’argentino è puntuale su Malinovskyi, ma non è impeccabile al 9’ quando la Dea va in vantaggio. Musso avvia l’azione, Pessina rifinisce bene, ma il portiere che piace tanto all’Atalanta non è esente da colpe. Muriel non si ferma. L’Udinese guadagna campo, con il solito De Paul e le percussioni di Pereyra. Mentre tra Okaka e Romero è più una battaglia di botte. Se le danno senza problemi, una volta il centravanti sfugge al difensore ma tira debolmente. La gara si accende. Manganiello risparmia un giallo a Pereyra che calcia per rabbia un pallone sui cartelloni, poi striglia il solito lamentoso Gasp. Al 37’ Musso si fa perdonare superandosi su Malinovskyi, ma al 43’ Muriel, che sembra avere un conto aperto con l’Udinese, raddoppia e arriva a 18 reti in campionato, 11 nel 2021: bravo Malinovskyi, ma colpevole Bonifazi che viene saltato dal colombiano che deposita in rete. Passa un minuto e l’Udinese dimezza lo svantaggio: Molina serve Pereyra che calcia bene, imparabile per Gollini. Il 2-0 sarebbe stato eccessivo, anche se l’Atalanta ha concluso tanto. Il problema è che il mattatore Muriel sembra acciaccato.

Secondo tempo

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Infatti il numero 9 nerazzurro resta negli spogliatoi, per fortuna dell’Udinese, e Gasp dà una nuova chance a Ilicic. Che dopo 13’ viene falciato da Pereyra (giallo). La Dea vuole chiuderla, avanza il baricentro sta spesso dentro l’area avversaria reclamando punizioni, rigore, e non concretizzando all’ultimo atto. Gotti fa le sostituzioni previste: Okaka, poco concreto, esce per Llorente e Stryger Larsen prende il posto di Zeegelaar. Ma non fanno in tempo a sistemarsi che l’Udinese castiga ancora i gialli friulani ed è sempre Malinovsky a mandare in gol, per il 3-1, stavolta, Zapata. Con la difesa friulana decisamente light che concede troppo. Gotti prova a cambiare ancora: dentro Forestieri per Braaf e Samir, che rientra dopo l’infortunio, per Nuytinck. L’innesto produce energia: Manganiello sente il Var per un presunto mani in area, niente… Ma Molina è irrefrenabile sul tacco di Forestieri, ottimo inserimento, mette a sedere de Roon e piazza una gran palla al centro sulla quale Stryger Larsen entra bene e accorcia ancora le distanze: 3-2 al 26’. L’Udinese è viva, infatti Gasp corre ai ripari con i cambi pure lui: entrano Pasalic e Maehle per Pessina e Malinovskyi. I friulani vogliono il pareggio. C’è pure Arslan per il finale. Ma l’assalto friulano con Molina ancora scatenato insieme a De Paul non porta al pareggio, anzi è l’Atalanta che si divora il 4-2 con Ilicic, incapace di invertire la sua rotta: Bonifazi commette un altro errore consegnandogli il pallone da mettere dentro, ma lui fa peggio. L’Atalanta, però, chiude in gloria ugualmente.

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